Ipnosi e psicologia a Cagliari... e non solo.

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lunedì 16 gennaio 2017

Seminario esperienziale: ipnosi a Cagliari 26 gennaio 2017.

Care lettrici e lettori,
siamo il risultato di condizionamenti familiari, comportamenti appresi in passato, aspettative su ciò che siamo e come dobbiamo comportarci. Il nostro presente è la sommatoria di tutte le esperienze del passato e in parte dell'aspettativa verso il futuro. Il desiderio di cambiare la nostra vita ci consente di mettere da parte il nostro passato e di convogliare le nostre energie verso il cambiamento.
Ma al di là di questo, chi siamo noi veramente? Spogliati dai condizionamenti sociali, cosa rimane di noi? In condizioni normali non è possibile decondizionarsi dal passato, perché fa parte del nostro essere, ma in stato ipnotico è possibile arrivare al nucleo centrare, e riscoprire la parte più intima e profonda del nostro Io.
Faccio un esempio: immaginiamo una persona in procinto di sposarsi, che dentro di sé sente una vocina che gli dice "rallenta, fermati, non farlo, non è la persona giusta". Pensiamo ora che questa persona sia talmente invischiata nelle aspettative del partner, dei genitori di lei, di lui, da non trovare il coraggio per tirarsi indietro. Quindi mette a tacere quella voce, entrando nell'unica ottica accettabile, ossia che i problemi da sposati miglioreranno.
Decondizionarsi significa in alcuni momenti mettere in pausa quel flusso di pensieri, paure, aspettative e sensi di colpa, per focalizzarsi unicamente su ciò che vogliamo e siamo veramente.
Con l'ipnosi ciò è possibile, ed è su questo che verterà il seminario esperienziale  che si terrà il giorno giovedì 26 gennaio 2017 alle ore 16, in via Tuveri, 72 presso la sede della LILA. Ricordo che la partecipazione è aperta al pubblico e la quota di partecipazione è di 20€, di cui una parte verrà devoluta in beneficienza alla LILA per i suoi scopi umanitari.
Qualcuno chiamerebbe questo una parte del "primal deconditioning process", i cui corsi in varie parti del mondo sono dei full immertion intensivi giorno e notte per 9 giorni, con il divieto di avere qualunque tipo di contatto con l'esterno durante il corso. 
Ma si tratta di altri mondi, ci sarebbe molto da dire da raccontare, e avremo modo di discuterne ampiamente nel seminario, dopo l'esperienza ipnotica.
Chiamatemi o mandatemi una mail per prenotarvi.   

Dott. Delogu


mercoledì 28 dicembre 2016

Care lettrici e lettori,
tra 3 giorni si conclude l'anno, e sarà tempo di riflessioni sulle cose fatte e non fatte durante l'anno trascorso, gli obiettivi conseguiti e quelli ancora da raggiungere.
Chi non ha obiettivi da raggiungere è a un punto morto, senza entusiasmo o voglia di fare, e vive per inerzia.
Conoscete persone che vivono per inerzia? Io sì, e credetemi se vi dico che non è un bel vivere.
Uno dei miei personali obiettivi è di perfezionarmi al punto da riuscire ad aiutare il maggior numero di persone possibili, essere in grado di trasmettere fiducia e sicurezza, anche se so che queste caratteristiche devono venire dall'interno, non dall'esterno... ma una spinta iniziale è talvolta necessaria.
Spero che ognuno di voi abbia un obiettivo per il 2017, e se non dovesse averlo, è il caso che se ne procuri uno al più presto. Qualcosa per il quale combattere e sognare. L'uomo senza sogni è un uomo a cui è morta la speranza.
Auguro a tutti voi di essere sereni nell'affrontare la vita e le sfide che questa ci presenta.
Per qualunque cosa ricordatevi sempre che sono a vostra disposizione, anche per una telefonata, una mail. Provare per credere.

Vi abbraccio forte, e ci risentiremo nel 2017.

Dott. Delogu

mercoledì 14 dicembre 2016

Seminario SPECIALE di ipnosi: martedì 20 dicembre 2016, ore 16. Via Dante 16 Cagliari

Carissimi,
per quest’ultimo seminario del 2016 ho in mente un programma speciale, un esperimento di ipnosi di gruppo, mai fatto prima, che ha lo scopo di esplorare le proprie capacità percettive di gruppo che vanno al di là dei 5 sensi. In questo ultimo incontro dell’anno ci sarà inoltre la possibilità di un’esperienza che aprirà molte porte per il 2017. Quindi un incontro diverso, basato sull’esplorazione di territori extra-sensoriali.   
L'incontro si terrà martedì 20 dicembre alle ore 16 in via Dante 16, presso la sede della LILA, lega italiana per la lotta contro l’aids. 
Come sempre, una parte del ricavato verrà devoluto in beneficienza all’associazione che ci ospita.
Vi allego la locandina con tutte le informazioni standard. 
A chi fosse interessato, chiedo di segnalarmi la sua presenza tramite telefonata, o sms/what’sApp, o email affinché possa adibire la sala per il numero di partecipanti. 
Ci saranno delle sorprese, questo è poco ma sicuro. 
Ci vediamo martedì.

















martedì 6 dicembre 2016

Dimagrire: perché è dannatamente complicato?

L'altro giorno sentivo per la strada una signora sui 60 anni che parlava con altre persone dicendo "io faccio una dieta, ma ai dolci non riesco proprio a resistere, è più forte di me". Questi altri, forse vedendo l'età della signora, forse per mancanza di formazione specifica, o più come escamotage per zittirla, minimizzavano la cosa con un "eh va beh, capita... succede... ognuno ha la sua...".
Ebbene signori, quella povera signora riferiva di una attrazione irresistibile verso il dolce, tecnicamente detto craving. Per capirci, il tossico che avverte un richiamo fortissimo per l'eroina (gergalmente "scimmia" o "botta") è la descrizione di cos'è il craving.
Un tipo di attrazione patologica del genere le si può avere per le sostanze da strada,  ma anche per il gioco d'azzardo, internet, i social network.
Ma cosa succede quando questo avviene per il cibo?
Ve lo spiego così: una persona (di sesso femminile nella maggiorate dei casi) segue una dieta, privandosi del piacere del cibo entra in uno stato di tensione. Col passare del tempo questo stato interiore aumenta finché non scatta all'improvviso questa voglia irresistibile di mangiare un determinato alimento (generalmente dolci o carboidrati). Nel momento in cui si cede alla tentazione, le possibilità sono diverse: la persona ne mangia un po' e si ferma, oppure si abbuffa malamente perdendo totalmente il controllo. Il tipo di fame, è importante da capire, non è una fame fisiologica, ma una fame mentale. Solitamente queste persone si abbuffano dopo cena, quando hanno seguito perfettamente la dieta con le giuste calorie e gli alimenti pesati. Un comportamento in totale contraddizione coi propositi razionali.

Ciò che capita dopo è che la persona si sente terribilmente in colpa, sente di aver fatto qualcosa di sbagliato. A quel punto o si tiene il senso di colpa e si rimette a dieta, oppure mette in atto delle terribili condotte di eliminazione che hanno l'unico scopo di eliminare l'eccesso di calorie ingerite. Quindi si provocano il vomito, si ammazzano di attività fisica, talvolta assumono lassativi o diuretici. Quest'ultimo comportamento, caratterizzato da normopeso, abbuffate compulsive e condotte di eliminazione, rientra in una diagnosi di bulimia.
Chiunque invochi la "mancanza di forza di volontà" non ha capito di cosa stiamo parlando. Queste persone possono avere una volontà d'acciaio in ambito lavorativo, ma cedere brutalmente sul fronte alimentare.
Dietro tutto ciò c'è un problema di tipo affettivo che viene riversato sul cibo. Per queste persone mangiare è più piacevole che per altre persone, perché si sentono gratificate a livello affettivo. Questa gratificazione alimentare va a colmare (senza riuscirsi) un vuoto affettivo generato da abbandoni, traumi, omissioni o violenze.
La dimensione culturale gioca ovviamente un ruolo importante nel declinare il disturbo secondo i canoni estetici attuali. Se il nostro canone estetico dominante fosse essere in sovrappeso, la bulimica non avrebbe più motivo di estinguere le abbuffate, che diventerebbero un comportamento positivo e funzionale. Tutto insomma cambierebbe, così come cambiano i disturbi da un secolo all'altro: le isteriche di Freud non esistono più lasciando spazio alle fibromialgiche.
In che modo l'ipnosi  e la psicoterapia ipnotica possono risolvere questo quadro in una terapia breve?
Lavorando sistematicamente su 2 livelli: mettendo in corto-circuito il sistema del piacere dato dalle abbuffate, convertendolo in disgusto. Allo stesso tempo lavorando su quel sistema di ricompensa affettiva, elaborando traumi del passato che hanno messo in atto questo genere di disturbo.
Il dopo consiste in un cambio radicale nella prospettiva del cibo, percezione del proprio corpo, impatto delle relazioni con gli altri. Perché non è pensabile modificare il rapporto col cibo in modo permanente lasciando inalterato tutto il resto.
Il disturbo alimentare rappresenta un sistema disfunzionale in equilibrio, e per modificare questo equilibrio è necessaria grande esperienza, intuito e capacità di adattamento da parte del terapeuta.
Se avete un problema del genere mettetevi nelle mani giuste, è il consiglio migliore che posso darvi.

Dott. Delogu

mercoledì 9 novembre 2016

Aggiornamento data ipnosi regressiva: 29 novembre ore 16:00 via Dante, 16.

Cari lettori e lettrici,
vi informo che la data dell'incontro del seminario sull'ipnosi regressiva è stato anticipato al giorno 29 novembre. L'orario rimane sempre dalle 16 alle 18 e la sede sempre in via Dante, 16.

Ricordo che si tratta di un seminario di tipo esperienziale, che darà ampio spazio a un dibattito, ma prima di tutto a induzioni individuali. La quota di partecipazione è di 20€.
Detto ciò, rendo ufficiale la data del 29 novembre.

Dott. Delogu

venerdì 4 novembre 2016

Nuovo incontro di ipnosi regressiva!

Carissime lettrici e lettori,
volevo informarvi con piacere che il giorno martedì 29 novembre dalle ore 16 alle ore 18 si terrà un incontro di gruppo sul tema dell'ipnosi regressiva. Se avete letto i libri di Brian Weiss conoscerete le potenzialità dell'ipnosi, e questa potrebbe essere una possibilità per tutti voi per conoscermi, per verificare se siete dei buoni soggetti ipnotici, e perché no, avere l'occasione per iniziare una terapia.
L'incontro si terrà a Cagliari in via Dante, 16 presso la sede della LILA che gentilmente ci ospita.
I posti sono limitati, e la quota per poter partecipare è di 20€.
Garantisco molta pratica, poca teoria, insomma tutte le induzioni che possono starci in 2 ore!

Per ulteriori informazioni chiamatemi o scrivetemi.

Dott. Delogu

mercoledì 2 novembre 2016

Quando anch'io ero un paziente...

Care lettrici e lettori,
Il mio lavoro di psicoterapeuta va ben oltre l'aver studiato dei libri. A mio avviso una persona molto ricca interiormente può dare un enorme contributo al risultato terapeutico. Quindi la psicoterapia è anche tecnica, metodo, strategia, ma non può e non deve essere solo questo.  Per questa ragione oggi voglio raccontarvi una storia: vi parlerò di quando all'età di 14 anni venni mandato da mia madre da una psicoterapeuta sua amica. Inizia bene la cosa? No, non inizia bene, per una dinamica che prende il nome di "triangolazione", ma guardate cosa accadde.
La prima seduta mi accolse stringendomi la mano e presentandosi col suo nome. In quell'andito mi chiesi subito se fosse casa sua, e con sollievo stabilii che non era un'abitazione. Ampio studio, libreria bianca piena di libri, scrivania da una parte e 2 sedie in vimini e un tavolino tondo con un abat-jour sopra.  Non mi sedetti mai alla scrivania, il setting aveva uno stile anglosassone con le poltrone tipo salotto.
Andrò al sodo: la persona non mi piaceva e mi metteva a disagio, per non dire in certi momenti proprio in difficoltà. All'inizio mi sorrideva troppo e fuori contesto, con un che di artefatto.
Più in generale la percepivo troppo distante da me, e certe volte avevo la sensazione che non capisse certe mie difficoltà - o meglio non riusciva a entrare proprio nel problema. Tuttavia ebbe delle intuizioni degne di nota, e, nonostante certi atteggiamenti o comportamenti che destarono in me qualche perplessità, influenzò in modo positivo la mia situazione. Sembrerà un paradosso, ma sono certo che sia stato molto più utile il lavoro che faceva a mia insaputa, magari coi miei familiari- di quello che faceva direttamente con me. Non ha cambiato me, ha cambiato la situazione attorno a me coinvolgendo me di riflesso, di questo ne ho la certezza.
Siccome mentre parlavo, la psico passava gran parte del tempo a scrivere su un quadernone, un giorno le chiesi cosa avesse scritto e se potesse farmelo leggere. Ebbene, ricordo che abbozzò una risposta, chiuse di scatto il quaderno e da quel giorno non scrisse più davanti a me, né vidi più quel quaderno giallo.  Perché scrivere di fronte a me per poi nascondermi il contenuto?

La mia non vuole essere un'analisi comparativa di quella terapia o terapeuta, ma mettere in risalto come il grande anello mancante era la relazione. Non mi serviva una persona che mi facesse una lezione sull'empatia, ma una persona che mi capisse e facesse squadra con me, che diventasse il mio "insegnante di chitarra".

Cos'ho imparato da questa esperienza?
Che quando mi chiama una persona la aiuto come se dovessi aiutare mio fratello o mio figlio. Ci penso e la porto con me ogni giorno. Cerco di essere sempre disponibile, e dico sempre a tutti di chiamarmi se hanno bisogno, perché per me è importante sapere che se uno vuole può farlo. Ho capito cosa vuol dire non sentirsi capiti, quali sono le mosse che fanno suonare i campanelli d'allarme negli altri, perché in me hanno suonato.
Ho capito che non far leggere a qualcuno qualcosa che scrivi di fronte a lui, è una pessima cosa da fare, ma non serviva un genio per arrivarci.
E, cosa più importante, ho capito che per essere un buon terapeuta devi aver fatto tante esperienze, per imparare anche dalle cose più semplici -come suonare una nota su un violino- qualcosa che possa aiutare la persona che abbiamo davanti. Questo per me è la psicoterapia.

Dott. Delogu