Ipnosi e psicologia a Cagliari... e non solo.

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Telefono: 3473095315
mail: g.delogu@me.com
Sede dello studio: via Giovanni Battista Tuveri, 72
09129 Cagliari (CA)

mercoledì 15 febbraio 2017

Lo studio dello psicoterapeuta: da Cagliari a New York.

Care lettrici e lettori,
l'arredamento dello studio di uno psicologo è un elemento importante. Accogliamo chi ha bisogno di aiuto in un luogo che deve trasmettere sicurezza, che deve farci stare comodi e a nostro agio. Se il saggio sulla montagna lo immaginiamo immerso nella semplicità e nella contemplazione, tra le rocce e le piante, lo stesso saggio in città non riceverebbe le persone su una poltrona sfondata e le sedie sgangherate. La saggezza deve tradursi in un'azione pratica effettiva, se rimane solo un'elucubrazione mentale perde il significato intrinseco.
Un arredamento decoroso dello studio è indispensabile per rispecchiare la professionalità dello psicoterapeuta. Ma detto ciò, tutti gli studi sono uguali? Esistono delle differenze tra lo studio di uno psicologo a Cagliari e quello di uno psicologo a Manhattan, o a Delhi?
L'arredamento dello studio in qualche modo rispecchia la personalità del terapeuta che ci lavora.
Ricordo all'inizio della mia professione quando stavo arredando il mio studio, mi trovai a scambiare informazioni con una collega. Le chiesi quale poltrona direzionale avesse scelto, e mi risposte "ma quale poltrona direzionale, 3 sedie prese dalla cucina vanno benissimo".
C'è chi usa la sedia a sdraio della nonna, chi si compra una chaise longue da 800€, o una di design da 2800. Personalità del terapeuta, oltre che disponibilità economiche, appunto.
Ma l'arredamento dipende anche da un'altra cosa, oltre che dalla testa e dal portafoglio:  dal contesto geografico culturale.
Ecco un esempio di uno studio classico americano


Noterete subito che il divano e la poltrona sono il nucleo centrale dello studio. Non c'è la scrivania, perché in America molti terapeuti la usano per riporre timbri o cancelleria varia. La terapia si fa in poltrona. 

Questo sotto è lo studio del dott. Michael Ritter, psicologo di New York. Nel suo sito mette questa foto


Ancora una volta 2 poltrone di cui una col pouf,  e il divano a 3 posti. Noterete come la scrivania sia usata in modo diverso da come la usiamo qui.

Studio della psicologa Dr. Live Hviid di Boston. 

Classico setting da film, questa volta un bel parquet fa da sfondo a 2 poltrone. Tavolino in vetro, molto elegante ospita una lampada dalla silhouette artistica. Strategico l'orologio sopra la poltrona del paziente. Ho scoperto poi che sui cuscini c'è tutto uno studio e un lavoro di personalizzazione, per noi impensabile.


Studio dello scomparso psicanalista Martin Bergman, professore di psicologia all'università di New York.  da buon psicanalista sta alle spalle del paziente che dovrà sdraiarsi sul lettino di freudiana memoria. Studio bellissimo, curato in ogni dettaglio, con una vista da film, da togliere il fiato. Top assoluto. Guardate sotto.


E in Italia?
La scrivania assume un ruolo importante dove accogliere le persone. Qualcuno utilizza delle poltrone e divano sullo stile americano, altri no. Questione di orientamento di psicoterapia, ma anche di spazi.



Sopra: Studio della collega psicoterapeuta breve strategica Lucia Recchione a Roma.
Potete osservare come la funzione e la forma della scrivania è in linea con quella di un avvocato, non un mobile su cui poggiare soprammobili vari, ma un'area di lavoro e di consulenza. Notare il sottomano rosso, 2 sedie per il pubblico, assenti negli studi esteri dei colleghi.


Sopra: uno degli studi del centro psicologia di monza. Uno scrittoio noce anticato con di fronte 2 sedie per accogliere le persone. Sullo sfondo potete osservare un'area divanetti con un tavolino intonato col parquet. Si intravede una chaise longue Le Corbusier sulla destra.

In conclusione vi presento la mia scelta di arredamento personale: sotto, quella che in inglese prende il nome di lounge chair, per l'ipnosi, con accanto lampada a stelo, indispensabile per creare un'atmosfera tenue al calare della sera. Sulla parete sinistra il dipinto di una spiaggia, donatomi da una mia paziente.


Sotto: il nucleo dove si svolge il mio lavoro. La scrivania ad arco in vetro temprato si contrappone al dipinto "Yellow-red-blue" di Kandinsky. Sullo sfondo un elemento essenziale per me: la lavagna magnetica sulla quale rappresentare e schematizzare la struttura della terapia.


Sotto: particolare della scrivania ad arco con sotto un prezioso tappeto Nain persiano sulla cornice del parquet. Un'elegante pianta si erge su di un vaso in resina tondo. Nulla è stato lasciato al caso.





 Particolare della scrivania.


Mi piace considerare il fatto che i colleghi delle altre parti del mondo adoperino strategie e modus operanti che ci accomunano. Molti colleghi americani sono eclettici, specializzati in più orientamenti, come me. In Italia per ragioni principalmente economiche e culturali, moltissimi psicoterapeuti sono specializzati in un'unico orientamento, a discapito dell'efficacia. Nessun orientamento è a prova di bomba, e qualunque paradigma teorico ha degli svantaggi. Conoscere più orientamenti significa colmare le lacune del singolo. Io ne conosco almeno 5.
E sono convinto che per essere efficaci bisogna essere sempre 2 passi avanti rispetto alla persona che abbiamo di fronte, sapere sempre cosa fare, prevedere ciò che accadrà, anticipare le reazioni. Essere alla stessa velocità mentale del paziente significa venire sconfitti, che si traduce in terapie che durano 10 anni e non portano ad alcun risultato concreto.

Dott. Delogu

venerdì 10 febbraio 2017

Comunicare con la mente inconscia: levitazione della mano. Seminario esperienziale. !

Care lettrici e lettori
spero stiate tutte/i bene, col cuore.
Questa volta vorrei parlarvi di un sistema per comunicare con la mente inconscia, come la chiamava Milton Erickson. A tutti sarà capitato di avere un mal di pancia legato al nervosismo. 
Il funzionamento è che uno stress ambientale o interno nostro, legato a pensieri negativi, attraverso il sistema parasimpatico viene scaricato nel corpo, nella fattispecie nel tratto gastrointestinale, definito come "seconda sede del cervello". La componente adibita a questa trasformazione psicosomatica, dagli psicanalisti viene chiamata "inconscio", mentre per chi aveva un approccio assai differente, come il padre dell'ipnosi moderna Milton Erickson, la chiamava mente inconscia, proprio per differenziarla dalla prima topica freudiana e la metafora dell'iceberg, che tutti voi conoscerete. 
Attraverso l'ipnosi è possibile entrare in contatto con quella parte della mente.
Il tema dell’incontro, che si terrà giovedì 23 febbraio alle ore 16:00 in via Dante 16 a Cagliari, sarà quindi “Comunicare con l’inconscio attraverso l'ipnosi”. Attraverso il fenomeno ipnotico della levitazione della mano (cercate su google "arm levitation" per chi volesse quale informazione in più) avrete l’occasione di comunicare con quella parte della mente che va oltre la razionalità, quella che mette in atto gli attacchi di panico, o, come detto prima, un disturbo psicosomatico, o ci fa innamorare quando sappiamo razionalmente che quella persona è “sbagliata”. Tutto ha un perché, e la mente inconscia funge da mediatore tra doveri appresi culturalmente e nostri bisogni inespressi. E’ possibile comunicare con quella parte, altrimenti difficilmente accessibile, con il fenomeno della levitazione della mano, nella quale la mano e il braccio si muoveranno da soli, senza alcun controllo volontario. 
Siete curiosi o increduli come lo ero io anni fa? 
Bene, ci vediamo al seminario e vi racconterò la mia esperienza, oltre che a farvi collaudare il sistema.   
Ricordo che la partecipazione è aperta la pubblico e la quota di partecipazione è di 20€, di cui una parte verrà devoluta in beneficienza alla LILA per i suoi scopi umanitari.
In allegato trovate le specifiche nella locandina. 



lunedì 16 gennaio 2017

Seminario esperienziale: ipnosi a Cagliari 26 gennaio 2017.

Care lettrici e lettori,
siamo il risultato di condizionamenti familiari, comportamenti appresi in passato, aspettative su ciò che siamo e come dobbiamo comportarci. Il nostro presente è la sommatoria di tutte le esperienze del passato e in parte dell'aspettativa verso il futuro. Il desiderio di cambiare la nostra vita ci consente di mettere da parte il nostro passato e di convogliare le nostre energie verso il cambiamento.
Ma al di là di questo, chi siamo noi veramente? Spogliati dai condizionamenti sociali, cosa rimane di noi? In condizioni normali non è possibile decondizionarsi dal passato, perché fa parte del nostro essere, ma in stato ipnotico è possibile arrivare al nucleo centrare, e riscoprire la parte più intima e profonda del nostro Io.
Faccio un esempio: immaginiamo una persona in procinto di sposarsi, che dentro di sé sente una vocina che gli dice "rallenta, fermati, non farlo, non è la persona giusta". Pensiamo ora che questa persona sia talmente invischiata nelle aspettative del partner, dei genitori di lei, di lui, da non trovare il coraggio per tirarsi indietro. Quindi mette a tacere quella voce, entrando nell'unica ottica accettabile, ossia che i problemi da sposati miglioreranno.
Decondizionarsi significa in alcuni momenti mettere in pausa quel flusso di pensieri, paure, aspettative e sensi di colpa, per focalizzarsi unicamente su ciò che vogliamo e siamo veramente.
Con l'ipnosi ciò è possibile, ed è su questo che verterà il seminario esperienziale  che si terrà il giorno giovedì 26 gennaio 2017 alle ore 16, in via DANTE,16  presso la sede della LILA. Ricordo che la partecipazione è aperta al pubblico e la quota di partecipazione è di 20€, di cui una parte verrà devoluta in beneficienza alla LILA per i suoi scopi umanitari.
Qualcuno chiamerebbe questo una parte del "primal deconditioning process", i cui corsi in varie parti del mondo sono dei full immertion intensivi giorno e notte per 9 giorni, con il divieto di avere qualunque tipo di contatto con l'esterno durante il corso. 
Ma si tratta di altri mondi, ci sarebbe molto da dire da raccontare, e avremo modo di discuterne ampiamente nel seminario, dopo l'esperienza ipnotica.
Chiamatemi o mandatemi una mail per prenotarvi.   

Dott. Delogu


mercoledì 28 dicembre 2016

Care lettrici e lettori,
tra 3 giorni si conclude l'anno, e sarà tempo di riflessioni sulle cose fatte e non fatte durante l'anno trascorso, gli obiettivi conseguiti e quelli ancora da raggiungere.
Chi non ha obiettivi da raggiungere è a un punto morto, senza entusiasmo o voglia di fare, e vive per inerzia.
Conoscete persone che vivono per inerzia? Io sì, e credetemi se vi dico che non è un bel vivere.
Uno dei miei personali obiettivi è di perfezionarmi al punto da riuscire ad aiutare il maggior numero di persone possibili, essere in grado di trasmettere fiducia e sicurezza, anche se so che queste caratteristiche devono venire dall'interno, non dall'esterno... ma una spinta iniziale è talvolta necessaria.
Spero che ognuno di voi abbia un obiettivo per il 2017, e se non dovesse averlo, è il caso che se ne procuri uno al più presto. Qualcosa per il quale combattere e sognare. L'uomo senza sogni è un uomo a cui è morta la speranza.
Auguro a tutti voi di essere sereni nell'affrontare la vita e le sfide che questa ci presenta.
Per qualunque cosa ricordatevi sempre che sono a vostra disposizione, anche per una telefonata, una mail. Provare per credere.

Vi abbraccio forte, e ci risentiremo nel 2017.

Dott. Delogu

mercoledì 14 dicembre 2016

Seminario SPECIALE di ipnosi: martedì 20 dicembre 2016, ore 16. Via Dante 16 Cagliari

Carissimi,
per quest’ultimo seminario del 2016 ho in mente un programma speciale, un esperimento di ipnosi di gruppo, mai fatto prima, che ha lo scopo di esplorare le proprie capacità percettive di gruppo che vanno al di là dei 5 sensi. In questo ultimo incontro dell’anno ci sarà inoltre la possibilità di un’esperienza che aprirà molte porte per il 2017. Quindi un incontro diverso, basato sull’esplorazione di territori extra-sensoriali.   
L'incontro si terrà martedì 20 dicembre alle ore 16 in via Dante 16, presso la sede della LILA, lega italiana per la lotta contro l’aids. 
Come sempre, una parte del ricavato verrà devoluto in beneficienza all’associazione che ci ospita.
Vi allego la locandina con tutte le informazioni standard. 
A chi fosse interessato, chiedo di segnalarmi la sua presenza tramite telefonata, o sms/what’sApp, o email affinché possa adibire la sala per il numero di partecipanti. 
Ci saranno delle sorprese, questo è poco ma sicuro. 
Ci vediamo martedì.

















martedì 6 dicembre 2016

Dimagrire: perché è dannatamente complicato?

L'altro giorno sentivo per la strada una signora sui 60 anni che parlava con altre persone dicendo "io faccio una dieta, ma ai dolci non riesco proprio a resistere, è più forte di me". Questi altri, forse vedendo l'età della signora, forse per mancanza di formazione specifica, o più come escamotage per zittirla, minimizzavano la cosa con un "eh va beh, capita... succede... ognuno ha la sua...".
Ebbene signori, quella povera signora riferiva di una attrazione irresistibile verso il dolce, tecnicamente detto craving. Per capirci, il tossico che avverte un richiamo fortissimo per l'eroina (gergalmente "scimmia" o "botta") è la descrizione di cos'è il craving.
Un tipo di attrazione patologica del genere le si può avere per le sostanze da strada,  ma anche per il gioco d'azzardo, internet, i social network.
Ma cosa succede quando questo avviene per il cibo?
Ve lo spiego così: una persona (di sesso femminile nella maggiorate dei casi) segue una dieta, privandosi del piacere del cibo entra in uno stato di tensione. Col passare del tempo questo stato interiore aumenta finché non scatta all'improvviso questa voglia irresistibile di mangiare un determinato alimento (generalmente dolci o carboidrati). Nel momento in cui si cede alla tentazione, le possibilità sono diverse: la persona ne mangia un po' e si ferma, oppure si abbuffa malamente perdendo totalmente il controllo. Il tipo di fame, è importante da capire, non è una fame fisiologica, ma una fame mentale. Solitamente queste persone si abbuffano dopo cena, quando hanno seguito perfettamente la dieta con le giuste calorie e gli alimenti pesati. Un comportamento in totale contraddizione coi propositi razionali.

Ciò che capita dopo è che la persona si sente terribilmente in colpa, sente di aver fatto qualcosa di sbagliato. A quel punto o si tiene il senso di colpa e si rimette a dieta, oppure mette in atto delle terribili condotte di eliminazione che hanno l'unico scopo di eliminare l'eccesso di calorie ingerite. Quindi si provocano il vomito, si ammazzano di attività fisica, talvolta assumono lassativi o diuretici. Quest'ultimo comportamento, caratterizzato da normopeso, abbuffate compulsive e condotte di eliminazione, rientra in una diagnosi di bulimia.
Chiunque invochi la "mancanza di forza di volontà" non ha capito di cosa stiamo parlando. Queste persone possono avere una volontà d'acciaio in ambito lavorativo, ma cedere brutalmente sul fronte alimentare.
Dietro tutto ciò c'è un problema di tipo affettivo che viene riversato sul cibo. Per queste persone mangiare è più piacevole che per altre persone, perché si sentono gratificate a livello affettivo. Questa gratificazione alimentare va a colmare (senza riuscirsi) un vuoto affettivo generato da abbandoni, traumi, omissioni o violenze.
La dimensione culturale gioca ovviamente un ruolo importante nel declinare il disturbo secondo i canoni estetici attuali. Se il nostro canone estetico dominante fosse essere in sovrappeso, la bulimica non avrebbe più motivo di estinguere le abbuffate, che diventerebbero un comportamento positivo e funzionale. Tutto insomma cambierebbe, così come cambiano i disturbi da un secolo all'altro: le isteriche di Freud non esistono più lasciando spazio alle fibromialgiche.
In che modo l'ipnosi  e la psicoterapia ipnotica possono risolvere questo quadro in una terapia breve?
Lavorando sistematicamente su 2 livelli: mettendo in corto-circuito il sistema del piacere dato dalle abbuffate, convertendolo in disgusto. Allo stesso tempo lavorando su quel sistema di ricompensa affettiva, elaborando traumi del passato che hanno messo in atto questo genere di disturbo.
Il dopo consiste in un cambio radicale nella prospettiva del cibo, percezione del proprio corpo, impatto delle relazioni con gli altri. Perché non è pensabile modificare il rapporto col cibo in modo permanente lasciando inalterato tutto il resto.
Il disturbo alimentare rappresenta un sistema disfunzionale in equilibrio, e per modificare questo equilibrio è necessaria grande esperienza, intuito e capacità di adattamento da parte del terapeuta.
Se avete un problema del genere mettetevi nelle mani giuste, è il consiglio migliore che posso darvi.

Dott. Delogu

mercoledì 9 novembre 2016

Aggiornamento data ipnosi regressiva: 29 novembre ore 16:00 via Dante, 16.

Cari lettori e lettrici,
vi informo che la data dell'incontro del seminario sull'ipnosi regressiva è stato anticipato al giorno 29 novembre. L'orario rimane sempre dalle 16 alle 18 e la sede sempre in via Dante, 16.

Ricordo che si tratta di un seminario di tipo esperienziale, che darà ampio spazio a un dibattito, ma prima di tutto a induzioni individuali. La quota di partecipazione è di 20€.
Detto ciò, rendo ufficiale la data del 29 novembre.

Dott. Delogu