Ipnosi e psicologia a Cagliari... e non solo.

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venerdì 11 dicembre 2009

Sapreste riconoscere un sorriso finto da uno autentico?

Quando entriamo in un negozio, quando ci presentano l'amica di un amico, quando abbiamo a che fare con una persona che vuole venderci qualcosa: in tutti questi momenti, siamo subissati da manierismi, atteggiamenti impostati e finta cortesia. Un modo di comunicare che sembra chiaro, ma sottende una verità che non non vorremmo trapelasse. Un buon modo per sopravvivere nella jungla là fuori è quello di cominciare a verificare se tra le nostre abilità rientra anche quella di svelare un atteggiamento finto da uno spontaneo, a partire dal sorriso.
In questo ci aiuta il Professor Paul Ekman, per intenderci è un nome che si trova nei libri di psicologia generale nel capitolo "emozioni". E' uno psicologo dell'università della California, che ha coniato la "teoria del feedback facciale". In pratica ha verificato sperimentalmente che chi sorride, anche se per finta, poi si sente più felice rispetto a prima; e chi invece produce un'espressione triste per un sufficiente periodo di tempo, dopo otterrà nei test un punteggio di umore depresso più alto. Ciò dimostra che, così come il cervello nell'esprimere delle emozioni mette in movimento determinati muscoli facciali, anche azionando questi muscoli in modo volontario, si ha una risonanza statisticamente significativa a livello emotivo. Se è vero quindi che le persone felici sorridono spesso, è anche vero che sono felici *anche perchè* sorridono spesso. Ugualmente chi ha un tono dell'umore basso si auto-rinforza l'umore con le espressioni del viso involontarie.
Per cui, un sorriso finto è al 100% finto? Se ripetuto una volta sola, e dura pochi secondi sì, il tempo che impiega la commessa a dirvi "buongiorno, ha bisogno di aiuto?", facendovi credere che siete delle persone interessanti, mentre invece vorrebbe vedervi uscire dal quel negozio il più in fretta possibile.
Siete in grado di svelare un trucco simile?
Vi sfido.

http://www.bbc.co.uk/science/humanbody/mind/surveys/smiles/index.shtml
Postate i risultati (senza barare).

A presto

Dr. Delogu

domenica 29 novembre 2009

Volete comunicare, volete vincere; ma vincere cosa?

Avete tempo ed energie da buttare? Malumore da accumulare? Cimentatevi in una discussione "per questioni di principio". Vi faccio un elenco di occasioni imperdibili:
1) qualcuno svolta a destra per parcheggiare, dimenticandosi la freccia. Voi, per principio, suonate il clackson.
2) qualcuno cerca di inbucarsi a metà fila. Voi, per principio, vi lamentate a voce alta.
3) qualcuno dice un'imprecisione. Voi, per principio, puntualizzate.
4) trovate il dentifricio schiacciato per metà. Voi, per principio lo ricomponete premendo dal basso, e poi andate a cercare la persona che ha commesso quel delitto imperdonabile.
5) un amico non si fa sentire per qualche mese. Voi, per principio, non lo chiamate.
6) qualcuno vi risponde in un modo che potrebbe essere più gentile. Voi, per principio, alla prima occasione le restituite il favore.
51)...
249).....

Fidatevi, la lista è lunga. E voi sapete, sì che lo sapete, che non fa alcuna differenza premere un dentifricio dal centro o dal basso (quando al centro non ce ne sarà più, si spingerà dal basso verso l'alto, e tutto torna come prima), ma il dentifricio è un buon modo per litigare con qualcuno, fidanzata, moglie, amico, coinquilino.
Puntualizzare con chi non ci sta simpatico, in particolar modo se è un incontro occasionale, è un buon modo per accendere dissensi e riempirsi di livore.
E, spiegatemi, chi vi dà la medaglia al valore dopo che avete fatto notare assertivamente il vostro punto di vista? What's the point? Cosa vi entra in tasca? Soldi? Donne? Sesso? Droga? Successo? Gloria?
Spiuacente, tra gli ingredienti per le cose di sopra, la questione di principio non è inclusa.
Forse, quello che vi entra, è solo dello stupido egoismo.
Ma c'è una via di uscita da questo incubo della questione di principio: *per principio*, impuntatevi e fate il contrario di quanto credete, per provare di persona cosa succede.
Quindi, per una settimana, ostinatevi a spremere il dentifiricio dal centro. Imbucatevi a metà fila una volta che avete fretta. Scoprirete una cosa favolosa, che non sa nessuno: non cambia nulla. E non solo, ridimensionerete le cose che per questioni di principio sono per voi terribili, e semplicemente smetteranno di darvi fastidio.
Talvolta chi cede per primo è il più forte, come dice il prof. Broccoli. 
Naturalmente vi invito a non confondere le questioni di principio con la morale, o l'etica, o, peggio, l'autodifesa. Un conto è lasciar correre su una presa di posizione della supplente che dopo 3 giorni andrà via, un altro conto non intervenire se una signora anziana ha un malore per la strada.
Spero abbiate capito il cuore del discorso.
Se avete domande da fare premete sul pulsante "commenti", o mandatemi una mail.
Non rispondo per una questione di principio, rispondo se mi fa piacere farlo.

Saluti.

Dr. Delogu

martedì 17 novembre 2009

MIP 2010



Voi non sapete cos'è il MIP, ma io sì, e qui a Cagliari sposterò qualche montagna per svegliare le vostre menti intorpidite.
MIP significa Maggio di Informazione Psicologica: date un'occhiata qui

http://www.psicologimip.it/

ed è bene che sappiate che oltre ad andare al mare a prendere il primo sole, il mese di Maggio porta con sè un colloquio psicologico gratuito, gentile dono del MIP, senza alcun impegno, ma, come sempre, la massima garanzia di professionalità.
Vi suggerisco di compilare il form nel sito del MIP che trovate sopra, se volete suggerire qualche argomento per le manifestazioni che si terranno nel bel mese di Maggio.

Cmq tenete in caldo questa informazione... e continuate a sintonizzarvi sulle nostre frequenze.
Very soon ci sarà la seconda edizione di "comunicazione 2".

Stay tuned!

Dr. Delogu

domenica 15 novembre 2009

Comunicazione 2: preview

Questa volta mi piacerebbe spezzare un po' il tono serioso del blog regalandovi un sorriso, e sperando di incuriosirvi.
Tra poco, sui vostri schermi, troverete delle soluzioni per le seguenti situazioni ironiche comunicative-trappola:
Come fare a ristabilire un ruolo positivo quando avete sbagliato tutto.
1) devo chiamare una ragazza, ma, ahimè, risponde la madre notoriamente arcigna. Mi faccio prendere da una morsa e comincio a sbiascicare "hemmmmmm, iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, sono Fran Fran... escopotreiparlaecoElisa?". La madre arcigna mugugna "un attimo", poggia il telefono e chiede alla figlia: "chi è sto deficente?" (to be continued...)

Come farsi capire quando avete a che fare con qualcuno che può farvi passare un sacco di guai (evitando di darsi la zappa sui piedi).
2) Siete in un ritardo maledetto, avete fretta e c'è traffico. Tutte le auto vanno troppo lente per i vostri gusti, quando all'improvviso vi supera una volante coi lampeggianti accesi, e vedete che da un finestrino spunta un braccio con una paletta. Quella paletta è per voi. Oddio! Siete in regola ma non si sa mai. Vi fermate dove vi indicano, e dall'auto blu davanti alla vostra scendono due poliziotti (to be continued...).

Come dire *no* in modo efficace in una situazione difficile.
3) siete in fila al semaforo, si avvicina un extracomunitario armato di spazzolone che vuole lavarvi il parabrezza. Voi avete appena ritirato l'auto dall'autolavaggio, e non siete intenzionati nè di farvi sporcare l'auto, nè di dargli soldi purchè se ne vada. Con un mezzo sorriso dite: "no, guarda, l'ho appena lavata, facciamo alla prossima", ma quello comincia a rispondervi animatamente in una lingua che sembra un misto tra pakistano e dialetto del Gabon. Ma soprattutto sembra aver preso la vostra risposta come una sfida personale e non accenna ad andarsene (to be continued...)

Non sarebbe male se usciste alla luce del sole e cominciaste a rispondere voi a qualche domanda. Mi aiutereste a rendere la faccenda ancora più interessante.

Resterò in attesa: suvvia, non siate timidi.

Dr. Delogu

domenica 8 novembre 2009

Comunicazione 1: lingua parlata, non importa se italiano.

Trovo che alcune lingue, meglio di altre, si prestino alla musicalità e alla bellezza nell'ascolto. C'era una pubblicità di una macchina, tempo fa, con una voce di sottofondo che parlava una lingua bellissima, ma completamente inventata. Parole senza contenuto.

Eccola! (Grazie Andrea!)



Suona bene, è melodica e piacevole; questo perchè i colleghi pubblicitari conoscono il valore di una parola che carezza, morbida anche se non se ne conosce il significato.  Ricorda un po' la lingua di alcune creature si star wars, strano vero?
Quando volete comunicare qualcosa siete sicuri che contino solo le parole, come in un tema? Avete mai fatto caso a come parlano gli attori professionisti? Alle voci nella pubblicità alla radio? E quando non vi piace come parla un giornalista, vi siete mai chiesti perchè?
Sostanzialmente esistono molti modi di comunicare, oggi ci occuperemo del modo di parlare, un aspetto importante della parte verbale della "prossemica del linguaggio".
Avevo un amico che parlava velocissimo, la sua bocca sputava mitragliate di paroleappiccicatel'unaall'altra, di solito frasi brevi, era uno un po' taciturno. Ma come avrà fatto con la sua ragazza? Le avrà forse detto miseimancata, scusasenontihochiamato, finalmentecivediamo? O avrà forse rallentato?
Ecco, se volete comunicare qualcosa di importante fatelo piano, non siete alla radiocronaca di una partita. I migliori oratori parlano lentamente, rispettano le pause, danno accenti e "cantano la voce" per parafrasare Demetrio Stratos, uno che con la voce ci sapeva fare. Parlare lentamente (non da ebeti, si intende) non va molto d'accordo con l'ansia. Se siete persone ansiose e dovete parlare in pubblico esercitatevi nel modo di esporre il vostro discorso, ma soprattutto rilassatevi.
L'inconveniente più grande quando si parla in fretta è inciampare sulle parole. E la gente, quando accade, vi guarda in modo strano, poi dice "eh?". E a quel punto o ve ne andate con la testa bassa, o ripetete più lentamente quanto avete detto. Tanto vale farlo da subito, no?
Le pause.
Non dirò mai abbastanza...... quanto sono.. importanti...... le pause. Le pause creano aspettativa, suscitano interesse, e perchè abbiano il giusto effetto devono essere accompagnate dallo sguardo e dalla comunicazione non verbale. I silenzi incisivi di Celentano ne sono un esempio. Le pause sono come la parola "quindi". Può essere una parola decisiva, che dà un'andatura conclusiva al discorso, ma se usata ad ogni riga come intercalare, scombussola l'ascoltatore, trasformando un bel discorso in una rovina totale.
La pausa precede un'informazione rilevante, che è giusto pregustare con calma.
A me piace molto scrivere, e ve lo spiegherò con la punteggiatura.
Siete a tavola invitati dal sottoscritto. Io vi guardo, e vi dico che il menù di oggi comprende.......una g r i g l i a t a di gamberoni. Hm, sounds good?
Se invece senza guardarvi vi dicessi che il menù di oggi comprende una grigliata di gamberoni, non sarebbe molto diverso se dicessi che comprende della pasta di ieri lasciata in frigo. Il tono denota quasi disinteresse. Quei gamberoni non devono essere molto freschi, che ne dite?

Se volete comunicare bene, in modo efficace, non vi resta ora che Accentare le parole importanti. Se usato spesso diventa come un tic nervoso orribile da vedere, per cui vi metto in guardia dal diventare fanatici dell'accento. Vi spiego come funziona.  Leggete qui, meglio se ad alta voce, se non si prendono per svalvolati: intuttalastoriadelrock (boring, monotono, robotico); in tutta la storia del rock (nulla di nuovo sotto il sole); ma guardate ora: in Tutta la stOria del rOck (ohibò! C'è qualcosa di importante!).
siamo arrivati al punto cruciale: la stessa frase, pronunciata in modo diverso, trasmette un significato diverso.
Se volete diventare davvero capaci, vi consiglio di fare questo: procuratevi un qualunque strumento musicale; trovatevi la nota che corrisponde alla vostra tonalità vocale (la mia oscilla da un Ab a un Db, un intervallo di quarta senza mettermi d'impegno). Provate ora a dire una parola complessa e sufficentemente lunga (precipitosamente)  in modo che partite da una nota alta (E) pre (Eb) ci (D) pi (Db) to (C) sa (Cb) mente, scendendo per ogni sillaba di mezzo tono. Poi fate il contrario, dalla più bassa alla più alta.
L'effetto che fa è questo: quando arrivate in calare l'immagine è di una persona che si affanna e poi giunge in un posto dove dovrà fermarsi. Se invece pronunciate la parola in crescendo, la persona è giunta ma per fare qualcosa di importante.
Un altro trick di oggi è di trovare 20 modi diversi di dire "no". E' una delle cose che faceva Milton Erickson (storico ipnotista, search on google, please).  Io l'ho fatto e vi voglio dire che è un'esperienza che coinvolge tutto il corpo.

Segnalatemi se vi è stato utile questo primo capitolo sulla comunicazione, e se avete degli argomenti "hot" che volete suggerirmi.

A presto.

Dr. Delogu

martedì 13 ottobre 2009

Sono aperti le iscrizioni a vari corsi!!!

Sono aperte le iscrizioni per i seguenti corsi :
Corso di ipnosi per dimagrire
Corso di gestione dello stress
Corso di tecniche di rilassamento 
Corso intensivo per smettere di fumare 
Corso per l'incremento delle prestazioni sportive


I corsi si svolgeranno  presso una sala delle seguenti palestre:

Athlon Club

Koala

Forma Kalaris

Just club


Il corso partirà con un minimo di 5 e un massimo di 10 partecipanti, e sarà costituito da 8 incontri da un'ora ciascuno (totale 8 ore). Prezzo 80 € pagamento anticipato presso la segreteria della palestra

Istruzioni per l'uso:
1)Scegliete il corso che più vi aggrada
2) fornite il vostro nominativo con numero telefonico alle segretarie della palestra che più vi piace
3) non appena verrà raggiunto il numero minimo, verrete richiamati 
4) avrò l'onore di conoscervi per un colloquio iniziale, durante il quale fornirò il programma e il materiale informativo necessario per il corso scelto. 

Per info chiamatemi o rivolgetevi presso la segreteria delle palestre.

Vi aspetto numerosi!

Dr. Delogu

Informazioni, corsi, etc.

Il blog va in letargo, perchè ho bisogno di un periodo più o meno lungo per fare le seguenti cose:
1) Aggiornarmento professionale
2) ultimare l'organizzazione dei corsi di gestione dello stress-  tecniche di rilassamenti - smettere di fumare -  incremento prestazioni sportive,  presso le seguenti palestre:
Athlon Club
Koala
Forma Kalaris
Just club
(minimo 5 max 10 partecipanti, sono aperte le iscrizioni, per info chiamarmi o rivolgersi nelle segreterie delle palestre)
3) essere lo sponsor vivente di me stesso con altre numerose iniziative, delle quali parlerò quando saranno pronte.
4) ultimare le registrazioni dei CD di auto-ipnosi (molto presto in vendita!)
5) scrivere un libro

Resto comunque a disposizione per qualunque informazione presso il numero che trovate nel profilo.
Parteciperò anch'io all'iniziativa del MIP, Maggio di Informazione Psicologica. Pertanto per tutto il mese di maggio la prima seduta presso il mio studio sarà gratuita!

Vi aggiornerò quanto prima per le iniziative culturali e formative.

A presto.

Dr. Delogu

lunedì 5 ottobre 2009

Ipnosi per dimagrire: scoprite la verità!

"Perdi il tuo peso con l'ipnosi"... oh, no... ci mancava solo questa. Non sanno più cosa inventarsi!
Partiamo da qui, e seguitemi nel mio percorso verso terre meno esoteriche e più scientifiche.
In america e in altre parti del mondo, compresa l'italia, esistono i cosiddetti "coach", che sono persone che aiutano i propri clienti a ottenere ciò che desiderano. Lavorano di solito con i grossi manager a Milano, per aumentare l'entusiasmo e migliorare la produttività. Per cui se il mio obiettivo fosse di perdere 30 kg in 1 mese, il lavoro del mio personal coach sarebbe quello di ridimensionare il mio obiettivo per renderlo realizzabile, e in secondo luogo lavorare con me per fare come un sergente istruttore: tenere alta la motivazione e il morale dell'esercito.
Scommetto che già questo tipo di approccio suona alle vostre orecchie più razionale, pratico, efficace. E se dovessimo aggiungere che nel bagaglio conoscitivo del coach ci sono delle tecniche per tenere giù l'ansia e stimolare la motivazione, tra cui immaginazione guidata, training autogeno e visualizzazioni in ipnosi (praticamente lo stesso dell'immaginazione guidata), continuereste a pensare ancora "no... non se ne può più!"?
Spostiamo quindi il focus attentivo dall'ipnosi alla relazione tra il coach e il cliente. Non lasciatevi incantare, non è con la bacchetta magica che l'ipnosi vi traformerà in bellissime principesse; sarà invece con l'impegno, la costanza, il supporto costante, e l'uso di buone tecniche che costruirete il vostro successo.
Ve lo spiego con un esempio pratico. Chi ha difficoltà a dimagrire, solitamente, è entrato in un flusso di pensieri circolare dal quale non riesce a uscire.
1) Mangia perchè il cibo è un buon modo per sentirsi appagati e contrastare l'umore depresso e i sentimenti negativi
2) inevitabilmente mangiare molto porta ad un aumento di peso
3) l'aumento di peso porta a sentirsi in colpa e a piacersi sempre di meno
4) si ricorre al cibo per allontanare i sentimenti negativi
In tutto questo, capita che ci si senta dannatamente soli per vari motivi. Un terapeuta che scegliete come vostro coach (e che si sente a suo agio nel rivestire quel ruolo) a questo punto diventa il vostro allenatore, vi dirà cosa fare, come, quando e in che modo. Voi diventate l'atleta e lui il vostro allenatore, e vi allenerete per vincere, naturalmente. L'ipnosi è un utile alleato del terapeuta-coach, perchè, se praticata correttamente, contribuisce a migliorare lo stato d'animo, rinforzare la personalità, e a spezzare quelle catene mentali che tengono incatenati al mangiare disordinatamente. Semplicemente troverete più immediato vedere le cose secondo una prospettiva diversa, darete più peso al vostro successo che a una stupida crostata. Capirete che voi venite prima di qualunque altra cosa.
Dimagrire in questo modo diventa così un'esperienza creativa, un viaggio nel quale ci si mette in gioco per superare ansie e paure e diventare persone migliori... per diventare i coach di voi stessi.

Dr. Delogu

sabato 3 ottobre 2009

Passato,presente,futuro... dove si rivolge il tuo pensiero? Una riflessione sulla psicoterapia ipnotica

Poco fa ero seduto sulla poltrona, e mi è tornata in mente una scena di molti anni fa, quando ero alle scuole medie: un compagno, uno di quelli vivaci, aveva diretto con l'orologio il riflesso del sole nell'occhio della professoressa, che era una di quelle noiose e sufficentemente odiosa. Dapprima il compagno aveva fatto gironzolare il raggio luminoso intorno alla sagoma dell'insegnante, poi ha diretto il cerchio di luce proprio lì, nell'occhio, in un colpo solo, senza pietà. Ben fatto! Mi son ritrovato sulla poltrona a ridere da solo, e a pensare "a catena", a tante altre cose successe in quegli anni, che ai miei occhi sono anni pieni di magìa, non so perchè. 
Nel mio studio e nella mia pratica clinica quotidiana incontro spesso persone i cui pensieri tendono solo al passato, persone senza un'identità attuale, ma retrospettiva, se capite cosa intendo dire. Vivono in funzione degli avvenimenti del passato, delle esperienze trascorse; per cui non possono certo parlare con tranquillità col marito, perchè quello, 7 anni prima, si era comporato in un modo tale che uno dei due era rimasto ferito. Nel frattempo queste persone passano il tempo a rimuginare, analizzando sotto qualunque prospettiva i perchè di cose
accadute anche 28 anni fa. Queste persone, private del loro passato, diventano disorientate, depersonalizzate. E' il passato che dà loro un essere, un'identità, la dignità del malato, il diritto di sentirsi depressi o delusi dalla vita. "Certo che sto male, con tutte le cose che ho subìto nella mia vita!". Quasi come dovesse servire per forza una giustificazione documentata per sentirsi tristi.

In terapia, una tappa obbligatoria a cui io tengo particolarmente è quella di aiutare le persone a ritornare nel qui e ora, nel presente. E' capitato che certi pazienti mi chiedessero se fosse possibile chiudere certi ricordi dentro un cassetto della mente, e la volontà di fare questo, per me, è un ottimo inizio. Credo che chi ha voglia di comprarsi delle scarpe da trekking, prima o poi uscirà di casa e affronterà una passeggiata nei boschi, che ne dite?
Se si rimane troppo a guardarlo, il passato diventa una trappola.

La terapia ipnotica mette a disposizione delle formidabili strategie, di rielaborare il passato in chiave attuale, e orientare verso il presente. Ci sono numerose patologie che hanno a che vedere col passato, e che, con tecniche diverse, possono trarre giovamento dalla terapia ipnotica, talvolta in poche sedute. Ne citerò solo alcune: disturbo post-traumatico da stress, disturbo acuto da stress, depressione, attacchi di panico, disturbo dell'adattamento. Pensate a incidenti, traumi, o persone che non riescono più a prendere un aereo perchè sarebbe il peggiore incubo della loro vita.

Da poco un paziente mi ha detto che la sua mente è in continua ebollizione perchè pensa continuamente alle cose da fare nei giorni successivi. Ha usato proprio questo termine: "ebollizione". Chi si sporge troppo in avanti, al futuro, cade esattamente come chi si si sporge troppo all'indietro. In entrambi i casi, queste persone sanno che pensare così tanto è inutile: non risolve i loro problemi, anzi, li accentua. Ciò nonostante continuano a pensare, perchè semplicemente non riescono a smettere.

Per smettere, e per smettere di fare qualunque cosa, vorrei che capiste una cosa di importanza fodnamentale: lo strumento ipnosi, da solo, non basta. E semplicemente non basterà mai, perchè sarebbe come avere un bel coltello da cucina ma senza ingredienti. Nella pentola della psicoterapia, per fare un buon piatto, dobbiamo mettere insieme i seguenti elementi:
- fiducia
- pazienza 
- partecipazione
- accoglienza
- comunicazione efficace
- ottima preparazione tecnica


Di tutti questi elementi, quello più importante, senza il quale gli altri da soli non reggono la terapia, è senza ombra di dubbio il rapporto che viene a crearsi tra terapeuta e paziente. *Questo* è di importanza vitale nella psicoterapia. Vedete, fare ipnosi è come voler sussurrare qualcosa all'orecchio di qualcuno che vuole ascoltarvi. Non potrei spiegarlo in modo più sincero. Per questo per me la fiducia non ha prezzo, perchè non la si può comprare. 
Non so se rendo l'idea.


Dr. Delogu

venerdì 2 ottobre 2009

Cos'è l'ipnosi? Siamo sicuri di saperlo?

Il primo ricordo che ho dell'ipnosi risale ad almeno 20 anni fa, ed è certamente legato a Giucas Casella, e a quello che scoprii in seguito chiamarsi "ponte catalettico"; ossia il soggetto ipnotizzato viene messo in orizzontale a fare da ponte tra due sedie: una sotto la testa e l'altra sotto i piedi. In tv ricordo si vedeva il poveraccio rigido come una tavola, con il mago/ipnotista Casella che gli saliva sopra per qualche secondo. Inutile dire che questo modello televisivo di ipnosi da palcoscenico mi incuteva abbastanza timore, al punto da giurare di non sottopormi mai a un trattamento del genere. Mi portai appresso questo timore per molto tempo, anche quando, molti anni dopo, al 1° anno della scuola di specializzazione in psicoterapia, dovetti provare anch'io cos'era l'ipnosi. Ovviamente non avevo la benchè minima idea di cosa fosse in realtà l'ipnosi, credevo che fosse una forza esterna che piegava la mia volontà, in grado di dominare il mio corpo e la mia mente come farebbe un burattinaio con i suoi manichini.
Oggi ci rido su, pensando che se fosse vera una cosa del genere non esisterebbe più la tristezza, o la depressione, o l'ansia, o il dolore, e forse non esisterebbero nemmeno gli oncologi perchè i tumori regredirebbero. Ma questa storia la racconterò un'altra volta.
Invece l'ultimo ricordo che ho dell'ipnosi risale a stamattina, con una paziente che soffre di dolore cronico. Una delle tante applicazioni dell'ipnosi è nel dolore, acuto, cronico, di origine neoplastica o legato a emicrania, lombosciatalgia, fibromialgia, herpes zoster, rachialgia, insomma, la lista non finisce mai. Il mio lavoro, o una parte del mio lavoro, consiste nell'insegnare ai pazienti delle tecniche di auto-ipnosi, in modo che, ovunque essi siano in qualunque momento della giornata, quando il dolore "preme", applicano queste tecniche, e di nuovo il dolore torna entro limiti ragionevoli. La seduta successiva, io chiedo loro "come va?", e capita spesso che mi rispondano "meglio". Non vi stupirà sapere che "meglio" è una parola che mi piace moltissimo.

Questo blog è dedicato ai non addetti ai lavori, a tutte quelle persone che stanno attraversando un momento di difficoltà, o che semplicemente sono attratte o anche spaventate dall'ipnosi. Qui troverete mie piccole esperienze professionali di vita quotidiana -nel completo rispetto del codice deontologico-, ricerche, bibliografia scientifica, e tante iniziative. Ma soprattutto troverete in prima linea una persona.

Dr. Delogu