Ipnosi e psicologia a Cagliari... e non solo.

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giovedì 22 dicembre 2011

Ipnosi regressiva alla vita precedente: una testimonianza diretta comprovata.

Attendevo di scrivere questo post da mesi, e finalmente, cari lettori, posso fornire la prova documentabile che in ipnosi regressiva è possibile rievocare ricordi "reali" della vita precedente, che non siano cioè solo costruzioni della fantasia, o reminiscenze di informazioni apprese in passato, ma che abbiano un riscontro documentabile nella realtà oggettiva. 
Il fatto che verrà descritto ha dell'inspiegabile, e non posso che avventurarmi nelle ipotesi più ardite per poterlo spigare. E' accaduto diversi mesi fa in una seduta di ipnosi con una persona di mia conoscenza, che mi ha chiesto di mantenere l'anonimato. Posso garantire personalmente che questa persona, di cui ho grande stima personale e professionale, non è un fanatico, bensì una persona di grande levatura culturale, seria, precisa, e onesta, con un atteggiamento scettico verso fenomeni come l'ipnosi regressiva alle vite precedenti, della quale peraltro aveva solo sentito parlare.  
Ed è quindi con immenso piacere che riporto la mail scritta apposta per questo blog dal protagonista di questa storia. Lascio a voi tutti gli interrogativi che nascono spontanei e le riflessioni in merito.
Per qualsiasi chiarimento o dubbio scrivete un commento, o inviatemi una mail. 

Dott. Delogu


"Un venerdì presso il mio studio, l’amico Giovanni passa a salutarmi. Avevamo parlato di ipnosi in passato, ma in quel periodo l’idea di sottopormi ad un processo ipnotico mi attirava e incuriosiva allo stesso tempo.
Decido allora senza ulteriori indugi di iniziare l’ipnosi. Ero sereno e rilassato, anche per la conoscenza personale e la fiducia professionale e non che ripongo nei confronti di Giovanni.
Mi metto comodo, respiro profondamente e ascolto la voce di Giovanni, le sue parole mi guidano e dopo qualche istante mi ritrovo in luoghi che vedo per immagini, come fotografie, ma mi sento lontano da tutto quello che mi passa davanti. E’ una situazione particolare e inusuale, ma niente di sconvolgente. Non sono pienamente coinvolto e sono solo uno spettatore. Per ora.
La cosa sconvolgente succede di lì a poco: mi ritrovo catapultato in un campo di concentramento e indosso una divisa. Questa volta nessuna immagine mi scorre davanti, sto vivendo tutto personalmente e sono completamente immerso nella scena: sento la neve che mi cade addosso, le urla disperate delle persone, vedo il sangue per terra e percepisco il terrore, il mio ed il loro. Giovanni mi chiede come mi chiamo, rispondo senza esitazione col nome completo di cui riporto le iniziali (M.K.). Sono sempre nel campo di prigionia, in una situazione di attesa snervante. Un ufficiale dell’Armata Rossa mi si avvicina e mi chiede di uccidere le persone vicine, io rifiuto ed i prigionieri mi sorridono, mi guardano stremati e tremanti con un’espressione di rispetto e gratitudine. L’ufficiale mi ordina di inginocchiarmi e ora sento la canna della pistola puntata sulla mia nuca, è gelida, le persone mi guardano ed io guardo loro. Sento lo sparo, vedo il mio sangue che zampilla sulla neve e qualche istante dopo abbandono il mio corpo. Voglio subito vendicarmi ma non posso, sono solo spirito ed in poco tempo mi trovo seduto su una roccia in cima ad una montagna. Sono molto stanco ma in uno stato di pace e quiete totale.
Voglio fermarmi in quell’istante, l’ipnosi è quindi terminata, ma la mia curiosità no: M.K. (non scrivo il nome per intero perché sono “geloso” di chi ero in una vita precedente) ha un cognome che suona come ungherese o slovacco. La sera stessa chiamo una delle mie migliori amiche, una ragazza ungherese, a cui chiedo come prima cosa di non fare domande e come seconda cosa di fornirmi informazioni esclusivamente per iscritto su M.K. La sua ricerca in una prima fase non ha alcun riscontro, ma qualche ora dopo mi contatta e mi spiega il perché: M.K. era il nome di battesimo di un ebreo ungherese, cambiato in E. B.-Z. in seguito alle persecuzioni razziali. Ormai tutti lo conoscevano come E. B.-Z. e non col suo vero nome (M.K.). Era un dissidente perseguitato da nazisti prima e da comunisti sovietici poi, che rifiutò di uccidere dei prigionieri in un campo in Ucraina nel 1943. A seguito del suo rifiuto fu ucciso da un ufficiale Sovietico. Il tutto perfettamente corrispondente alla mia esperienza. C’è un monumento in territorio ucraino dedicato alla memoria di questa persona. Ovviamente, non conoscevo E. B.-Z. e tantomeno il suo nome di battesimo; gli ungheresi stessi lo conoscono solo col nome E. B.-Z.
Subito dopo l’ipnosi ho pensato che molto di quello che avevo “vissuto” potesse essere frutto della mia immaginazione/auto condizionamento, ma l’episodio del nome mi ha fatto decisamente cambiare idea…
L’ipnosi mi ha regalato maggiore coscienza di me, mi ha aiutato a capire le mie peculiarità e soprattutto le mie inclinazioni e passioni interiorizzate che mi hanno portato a scegliere un certo tipo di interessi, esperienze e studi universitari e post-universitari. Non voglio convincere nessuno di niente, fondamentalmente sono molto scettico, ma questa esperienza mi ha fatto cambiare idea sull’ipnosi e con molta semplicità mi fa piacere raccontarla…"

mercoledì 19 ottobre 2011

Corso sull'assertività. Impariamo a comunicare.

Almeno una volta nella vita capita: siamo di fronte a qualcuno, dobbiamo dirgli qualcosa di scomodo, che abbiamo rimandato per troppo tempo, e lì sul momento ci mancano le parole, non sappiamo bene nè che tono usare, nè quali parole scegliere.Come si fa a dire al capoufficio di non alzare la voce? O che ciò che ci ha detto di fronte a tutti è stata un'umiliazione? Come reagire di fronte ad un sorriso di scherno, o quando abbiamo a che fare con quelle persone "che hanno sempre ragione loro"? Come si fa a dire ad un amico che sta scherzando in modo troppo pesante? O che la sua amicizia non la vogliamo più? Come si fa a dire le cose senza ferire l'altro, o senza passare noi nel ruolo di vittime?
Lo imparerete nel corso sulla comunicazione assertiva, composto da 2 parti, che si terranno nelle seguenti date:
1) venerdì 16 dicembre dalle 18 alle 20,
2) sabato  17 dicembre dalle 10 alle 12.


La sede verrà comunicata al momento dell'iscrizione.

Che cos’è l’assertività? L’assertività (dal latino “asserere” che significa “asserire”), o affermazione di
sé, è la capacità di riconoscere e comprendere le proprie emozioni ed esigenze, e di imparare ad esprimerle
in modo chiaro, adeguato e costruttivo per riuscire a realizzare i propri obiettivi, senza venir presi per egoisti o aggressivi. È quindi alternativa ai comportamenti aggressivi o passivi, che portano a sperimentare emozioni
negative quali ansia, depressione, senso di colpa, rabbia e invidia.
Perché è importante essere assertivi?
La persona assertiva agisce per ottenere ciò che desidera e ritiene opportuno per sé, rispettando
i diritti degli altri, ma non necessariamente i loro desideri. La capacità di
essere assertivi e abili in ambito sociale, non è innata e immutabile, ma si può imparare.
Acquisendo uno stile di vita assertivo si interagisce in modo più efficace nella vita di tutti i giorni: con il partner, con la famiglia, con i colleghi e i superiori e si affrontano in maniera funzionale le situazioni conflittuali. L’assertività è uno strumento molto utile a tutti per la gestione ottimale dei rapporti interpersonali.
Di cosa tratta il training di assertività?
Il training si sviluppa in 4 incontri, di un’ora e mezza ciascuno, durante il quale saranno affrontati i seguenti temi: 
- come imparare a distinguere tra comportamento assertivo, passivo e aggressivo; 
- come acquisire consapevolezza del proprio stile di comportamento, dei condizionamenti e delle paure a cui siamo soggetti;
- come negoziare e gestire i conflitti; come fare e ricevere complimenti; 
- come fare e ricevere critiche;
- come fare richieste e imparare a dire “no”.

Il corso che faremo sarà essenzialmente pratico, dovrete mettervi in gioco, capire i meccanismi della comunicazione, e testare poi nella vita reale ciò che avrete imparato in ciascuna sessione del corso. L'obiettivo è che riusciate a dire anche le cose più difficili senza ferire l'altro, e uscendone sempre a testa alta... in una parola, essendo "assertivi".
Costo: 120 €
Per info e prenotazioni, chiamatemi o mandatemi una mail.
Dott. Giovanni Delogu
Tel. 347 3095315
mail to: albaspina@tiscali.it

sabato 15 ottobre 2011

Convengo di Ipnosi a Orroli

Stasera, dalle ore 18 alle ore 20, si terrà il primo convengo di ipnosi presso la biblioteca comunale di Orroli.
Vi aspetto, e allego sotto la locandina e il link.

http://www.orroliproloco.com/convegno_di_ipnosi.html


I° CONVEGNO DI IPNOSI città di ORROLI.

IL GIORNO 15 OTTOBRE 2011 alle ore 18:00 PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE DI ORROLI SI TERRA’ IL PRIMO SEMINARIO DIVULGATIVO SUL TEMA DELL’IPNOSI.
RELATORE DOTT. GIOVANNI DELOGU. PSICOLOGO, PSICOTERAPEUTA, SPECIALISTA IN IPNOSI ERIKSONIANA.

PROGRAMMA DELL’INTERVENTO della durata di 2 ore circa:

Storia dell’ipnosi, da Mesmer a Milton Erikson.fenomeni ipnotici, i segnali ideomotori e i suoi risvolti storici ( sedute spiritiche, rabdomanzia e tavoletta ouija).clinici e scientifici dell’ipnositerapia ( guarigioni da problemi di varia natura).e interventi del pubblico.aspetti misteriosi e controversi dell’ipnosi: la regressione ipnotica. Regressione alle vite precedenti (Brian Weiss). Rapimenti alieni (abuduction di Corrado Malanga).con esercitazione pratica con l’utilizzo del suono di un tamburo.


VISTA LA PARTICOLARITA’ DEL SEMINARIO SIETE INVITATI TUTTI…..SCETTICI COMPRESI! Ne sentirete delle belle!
-E fu un giorno che gli uomini si risvegliarono dal loro sonno manipolato. Siamo arrivati nuovamente a capire che l’uomo ha grandi poteri dentro di se.
In collaborazione e promosso dalla proloco di Orroli.

Per informazioni: cell 3465306495; e-mal: gl.sulis@tiscali.it

mercoledì 5 ottobre 2011

Anna staccato Lisa



Per chi non sapesse chi è, Anna Lisa è una ragazza di 33 anni, alla quale è stato diagnosticato un tumore maligno. Dopo un po' si viene a scoprire che quel tumore ha depositato metastasi in giro per il corpo, e Anna Lisa continua la sua battaglia contro un nemico che vive nel suo stesso corpo.
Ma la cosa interessante è che Anna Lisa dall'inizio della sua storia, comincia a scrivere un blog, nel quale ci regala fotografie di una ragazza che vive tra risonanze magnetiche, altri pazienti, chemioterapie, e un mondo che piano piano riscopre intorno a sè. E' l'energia e la voglia di vivere di Anna Lisa che mi colpiscono, e perciò vi invito a leggere il suo blog http://annastaccatolisa.splinder.com

Oggi ho appreso questa mattina che Anna Lisa non ce l'ha fatta, la malattia ha fatto il suo decorso. Ho appreso la notizia alla radio dal direttore de "La Stampa", che è rimasto colpito dal blog di questa ragazza, l'ha conosciuta di persona, e ha pubblicato il suo blog sul suo giornale. C'è in proposito un articolo molto toccante del direttore de La Stampa, e invito tutti voi a leggerlo, perchè è di una sensibilità ormai rara. http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplRubriche/hoilcancro/hrubrica.asp?ID_blog=342

All'inizio di questo post ho usato il verbo al presente: "Anna Lisa *è* una ragazza di 33 anni"; l'ho fatto perchè so che leggendo il suo blog, Anna Lisa continuerà a vivere nelle sue lettere, nei suoi momenti belli e nei tanti difficili, che ci ha regalato.

Ciao Anna Lisa, grazie.

Dott. Delogu

lunedì 1 agosto 2011

Storia di una spina

Ricordo avevo 14 anni, e ad un mio amico gli si infilò una spina sotto un'unghia della mano, diciamo fino a metà unghia per rendere l'idea. Gli faceva un male incredibile, scuoteva la mano e non riusciva a stare fermo: si contorceva dal dolore. L'unico sistema per rimuovere la spina era con le pinzette, ma per farlo era necessario che tenesse ferma la mano. Il problema era che aveva il terrore che qualcuno (adulto, si intende) usasse le pinzette su di lui e che gli facesse più male, ma allo stesso tempo non voleva stare così. Dopo vari minuti di sofferenza, convincimenti e tira e molla, decise di prendere una terza via, e di usare le pinzette da solo; ma proprio perchè non teneva la mano ferma, invece che afferrare la spina e rimuoverla, la sfiorò e la spinse più a fondo: il dolore fu stellare.
Ricapitolando: non voleva stare così, non voleva farsi togliere la spina da nessuno, nè voleva andare al pronto soccorso. Però una scelta era obbligato a farla, volente o nolente: il "non far nulla" significava restare così, che l'accettasse o no.
Alla fine il discorso che gli fecero fu abbastanza chiaro: se non vuoi farti togliere la spina, torna a casa tua (con la spina), ergo arrangiati. Dev'essere che l'idea non era molto allettante, tant'è che a malincuore si sottopose all'intervento, durato in tutto alcuni minuti, al termine del quale egli era nuovamente libero.
Oggi è un uomo grande e grosso, fa il cuoco all'estero ed ha una famiglia sua con una bambina. E io mi son ricordato della sua spina di quand'era un ragazzino.

Capita a volte di incontrare delle persone per la strada, che come attaccano bottone rovesciano addosso tutta la loro sofferenza. E si rimane lì, ad ascoltarle e a fare cenno di sì con la testa; qualcuno non vede l'ora di andarsene, altri trovano stratagemmi o si ricordano impegni improvvisi. Eppure alcune di queste persone che stanno male, che apparentemente cercano un aiuto, in realtà non lo vogliono, non si rivolgono ad una figura professionale, perchè sono convinti che non ci sia speranza per loro, nè forse credono di meritarsi un aiuto. 
Che fare dunque? Lasciarle tornare a casa con la loro personale spina sotto l'unghia. Di solito quando il dolore prevale, quando si sta abbastanza male, si lasciano da parte tutti i perchè e sipercorre la strada verso la risalita. 
La sofferenza motiva le persone a cercare aiuto, "a liberarsi della spina", in poche parole. 

Dott. Delogu

giovedì 16 giugno 2011

Autostima, e qualcosa in più

Cari lettori, ecco un bel servizio sul seminario sull'autostima che ho tenuto qualche settimana fa.
Ringrazio come sempre Francesca Maria Picci per questa bella opportunità.

A presto

Dott. Delogu

martedì 7 giugno 2011

Intervista sulla dipendenza da internet

Ringrazio moltissimo Francesca Maria Picci per l'intervista, il supporto e aver messo tutto quanto in rete.

Buon ascolto.

Dr. Delogu

mercoledì 25 maggio 2011

Ancora sull'ipnosi regressiva, ufo, alieni etc.

C'è un mondo sotterraneo legato agli ufo, alle abduction, ai crop circle, ai misteri e a quel complesso di fenomeni che vanno dall'area 51 alla criptozoologia, ai fenomeni paranormali. Si parte dallo studio degli oggetti volanti non identificati, e si arriva oggi a classificazioni complesse di alieni (rettiliani, insettoidi, grigi, EBE etc.), conosciute ai pochi, ma ben noti agli esponenti di quei gruppi che vivono l'ufologia e tutto ciò che è legato al cover-up.
Questo è un blog sulla psicoterapia ipnotica, scritto da un socio SII (società italiana di ipnosi), e la mission di questo blog è di conciliare gli aspetti mistici, misteriosi, appassionanti dell'ipnosi, a quelle che sono le risposte date dalla scienza. Quindi non ciò che penso io, non il pensiero di un cittadino, ma le risposte (più o meno scomode, più o meno parziali) che offre la comunità scientifica.
In tutto questo naturalmente c'è una polemica retrostante terribile: gli psicoterapeuti ipnotisti vedono come fumo negli occhi chi si occupa di ipnosi regressiva, chi si occupa di ipnosi regressiva vede come "scientisti" gli scettici, e, di fatto, ciascuno prosegue per la sua strada. Esistono poi altri che stanno nel mezzo,  che ragionano sul fenomeno dell'ipnosi alle vite precedenti, pur essendo dei serissimi ricercatori. Perchè diciamocelo, non ha senso in termini scientifici negare a priori un fenomeno, così come non ha senso intestardirsi sul fatto che sia la verità a tutti i costi. Il fenomeno dei falsi ricordi, delle cripto-amnesiehttp://answers.yahoo.com/question/index?qid=20091028114057AARa4kb , come descritte molto approfonditamente da Aureliano Pacciolla nel suo libro "Ipnosi" -uno dei pochi libri italiano sull'ipnosi veramente ben fatti-, sono fenomeni ipnotici reali che non possono essere trascurati, anche se talvolta farebbe molto comodo farlo. Le testimonianze in ipnosi regressiva non valgono nei tribunali, proprio per il rischio che emergano ricordi falsi, falsati o un misto tra realtà e fantasia.
Nessuno può dire se un ricordo in ipnosi regressiva sia al 100% vero o al 100% falso, per quanto la realtà dell'esperienza ipnotica faccia senza dubbio propendere sul fatto di crederci, crederci perchè sentiamo dentro di noi che è vero. Ed è qui che bisogna essere cauti, bisogna trovare delle prove a sostegno dei ricordi emersi, e seguire scrupolosamente un metodo scientifico.

Capisco però che le prove sono inutili per chi ci crede già, ed è qui che nasce l'eterna diatriba tra ricercatori credenti e ricercatori scettici, che non divide solo il mondo dell'ufologia, ma l'intero pianeta.
Come può essere risolto? Con prove inconfutabili e incontrovertibili, resistenti a qualsiasi falsificazione popperiana. La stessa ipnosi era vista dai più come ciarlataneria, prima della neuroimagin e dell'analisi bispettrale, che hanno fornito delle prove inconfutabili e ripetibili dei cambiamenti unici che avvengono nel cervello nelle varie fasi dell'ipnosi.
Ora mi immagino una stanza super blindata, con all'interno le più grandi scoperte dei nostri tempi ostacolate e tenute nascoste dalle grandi potenze economiche: un vaccino contro il cancro, una cura immediata per la SLA, una forma di carburante eterno e a costo zero, una pozione che fa volare, e il mantello dell'invisibilità di Harry Potter. Cose che tutti vorrebbero, tranne le grandi potenze mondiali che perderebbero il loro dominio.
Nonostante ciò la tecnologia va avanti, tutti i lettori mp3 hanno la batteria integrata, a discapito delle vecchie batterie da 1,5 volt, e anche se non sono un esperto di tecnologia, mi sembra che una grande innovativa scoperta che 20 anni fa sarebbe stata solo fantascienza (guardiamo il telefonino che il capitano Kirk di star trek usava pèer comunicare con l'Enterprise degli anni 80) sia più forte di qualsiasi tentativo di insabbiamento.
 Basta guardare gli smartphone di oggi.

Saluti

Dr. Delogu

venerdì 13 maggio 2011

CAMBIO SEDE seminari del 14 e del 15 (Assemini invece che Cagliari)

A causa dei numerosi partecipanti, il seminario di domani 14 maggio "migliora la tua autostima" si terrà ad Assemini, in via Sicilia 1/A presso il centro medico asseminese, 1° piano, dalle ore 10 alle ore 12.

Ugualmente per il seminario sulla depressione, del giorno 15, si terrà sempre ad Assemini via Sicilia 1/A dalle ore 10 alle ore 12.

Vi aspetto.

Dr. Delogu

mercoledì 11 maggio 2011



CENTRO STORICO. 

Seminari nell'ex convento dei cappuccini

Maggio con lo psicologo

Mese di informazione e colloqui gratuiti

Mercoledì 04 maggio 2011
Colloqui gratuiti con lo psicologo all'ex convento dei cappuccini in via Brigata Sassari. Si chiama "Maggio di informazione psicologica" l'iniziativa organizzata con il patrocinio del Comune e dell'ordine degli psicologi della Sardegna. Per tutto il mese, sarà possibile non solo effettuare una prima visita, ma anche assistere a seminari tenuti da esperti.
«L'iniziativa ha carattere nazionale», spiega il referente per la provincia di Cagliari, Giovanni Delogu, «e interesserà le principali città italiane. L'obiettivo fondamentale è avvicinare le persone alla psicologia che ancora oggi desta un po' di timore».
Per effettuare il colloquio con gli psicologi Riccardo Povolo e Donatella Ghisu, è necessario prenotarsi chiamando il numero 3473095315. È possibile anche consultare il sito www.psicologimip.it o inviare una mail all'indirizzo info@psicologimip.it.
Nelle prossime settimane sono previsti alcuni seminari. Il primo è in programma martedì dalle 16 alle 20: Riccardo Povolo parlerà di "Consapevolezza del dipendere". Venerdì 20, venerdì 27 e lunedì 30 toccherà invece a Donatella Ghisu che tratterà rispettivamente di "La terapia breve strategica: cos'è e come funziona", "Prendersi cura di sé per prendersi cura dei propri figli" e "I disturbi del comportamento alimentare".
«È importante conoscere i vari aspetti della psicologia», sostiene la psicologa Dafne Guandalini, «che è diversa a seconda delle esigenze: c'è lo psicologo che si occupa di disturbi alimentari, quello che cerca di aiutare chi è affetto da crisi d'ansia, quello specializzato per i bambini». (g. da.)


Disagio psichico, incontri e seminari della Psicommunity

    di Monica Magro
     CAGLIARI. Mese dell'informazione Psicologica: un'iniziativa di prevenzione del disagio psichico che si svolge ogni anno a maggio in tutte le città italiane. Psicommunity, la comunità degli psicologi online, organizza la quarta edizione del Mip.  Seminari, conferenze, incontri tematici sulla psicologia con la possibilità di richiedere un colloquio psicologico.  Giovanni Delogu e Dafne Guandalini, psicologi e psicoterapeuti, metteranno gratuitamente la propria esperienza e le proprie conoscenze a disposizione della gente, incontrandole e fornendo informazioni utili sulla prevenzione e sul benessere psicologico.  Gli esperti avvicineranno le persone alla materia, correggono le informazioni errate, dimostrano come lavora uno psicologo, insegnano a distinguere i professionisti seri dai ciarlatani.  In contemporanea con queste iniziative, parte oggi il primo di otto seminari previsti in città da tema: "A cosa serve lo psicologo? Dubbi e incertezze".  Giovanni Delogu, aprirà le porte del suo studio in via Bruscu Onnis dalle 10 alle 12 per chiarire il ruolo dello psicologo, evidenziando le differenze di ruolo fra psicoterapeuta, psichiatra e neurologo.  Si parlerà di sogni, autostima, depressione, ansia, traumi, stress e dipendenze, durante gli incontri previsti dal 7 al 28 maggio.  "Nuove dipendenze: internet e gioco d'azzardo patologico", sarà il tema trattato durante l'ultimo incontro che terrà Dafne Guandalini nel Centro Medico di Assemini in via Sicilia dalle 10 alle 12.  Si valuteranno anche in questo caso i meccanismi patologici alla base delle dipendenze, non solo fisiche, ma anche mentali, come quella del gioco d'azzardo, e i possibili trattamenti.  I cittadini interessati possono prenotare un colloquio gratuito attraverso il numero 347-3095315.

    mercoledì 27 aprile 2011

    Interviste

    Salute a tutti,
    un grazie grandissimo a Francesca Maria Picci per avermi dato la possibilità di fare queste interviste, trasmesse sull'emittente radiofonica  Radio Golfo degli Angeli, nelle frequenze 99.700 fm, che trovate qui http://www.radiogolfodegliangeli.it/



    giovedì 21 aprile 2011

    "come trasformare un insuccesso in un successo terapeutico" (cit.)

    Questo di sopra, cari lettori, era il titolo di un seminario tenuto dalla scuola di ipnosi ericksoniana di Roma e dalla scuola di Terapia familiare. Siamo delusi per una cosa andata male, forse per colpa nostra, forse non avevamo fatto abbastanza, insomma: un insuccesso. L'insuccesso abbatte, è un cane che morde e non molla la presa. Mi viene in mente un libretto che sfogliavo ieri in Terapia del Dolore, dove, sotto la scritta "che tipo di dolore provi?" si vede un omino che gira nel girarrosto tipo porchetto, con le fiamme sotto che lo cuociono. Questa è l'immagine che mi sembra più calzante della sconfitta, quella amara, quella dura, dove ti dici "ho perso". Cosa si prova? Tristezza, che si trasforma in rabbia, che si trasforma in rassegnazione, che si trasforma in ... basta basta! L'immagine qui accanto ci aiuterà. Per superare la sconfitta, bisogna sapersi perdonare.
    Nella boxe, capita di trovare un avversario decisamente più forte, ma in ogni occasione, nessuna esclusa, guardando la registrazione dell'incontro si studiano gli errori, i punti di forza e di debolezza, e si lavora su questi. Si va avanti.
    A volte dobbiamo solo accettare che si può perdere, che quell'insuccesso  può anche non trasformarsi in un successo terapeutico, e per andare avanti, dobbiamo realizzare che la scritta "sorry" al neon, è rivolta solo a noi stessi..

    Dr. Delogu

    domenica 17 aprile 2011

    Organizzare una giornata... e farlo al meglio!

    Siete sommersi dal lavoro, avete deciso di parlare con un collega col quale c'è un problema relazionale, vi pressano per consegne da presentare entro una settimana. Riuscite a fare tutto?
    Bene, tornate a casa la sera, e litigate con vostra moglie perchè vi siete scordati di comprare quella cosa di cui avevate parlato la sera prima. Come se non bastasse...
    Gli americani lo chiamano "quick fix", ossia "rimedio rapido", ed è una cosa che a me piace molto.
    La prima cosa da sapere è che se vorreste fare qualcosa, o se siete costretti ad affrontare troppe cose in una giornata, vi servirà una buona strategia d'azione. Uno schema, un'agenda, un qualcosa sul quale scrivere tutto quello che dovrete. Quando compilare questa agenda dove scrivere tutte le cose da fare? Il giorno prima, naturalmente. Facciamo un esempio della vostra giornata di domani:
    h. 9.00    cliente
    h. 9.40    riunione in direzione
    h. 10.00  telefonare all'amministratore
    h. 10.15  ultimare lavori arretrati
    h. 12.00 etc.
    ...e così via.
    Se siete persone molto impegnate scriverete gli appuntamenti a 30 minuti uno dall'altro. Personalmente scrivo anche le chiamate che dovrò fare, e può significare spezzettare l'ora in 4 o 5 parti.
    La vostra tabella di marcia andrà aggiornata in tempo reale, questo vi permetterà di non dimenticarvi delle notizie sopraggiunte in un momento difficile (vi dicono che la riunione è spostata mentre siete intenti a fare qualcosa di importantissimo).
    L'agenda non sarà quindi un reportage lunghissimo con note personali (per quello c'è il diario), ma sarà quella che gli americani chiamano "to do list", lista delle cose da fare.

    I grandi vantaggi della "to do list", che qui abbiamo chiamato "agenda", o "tabella di marcia", sono:
    1) fare una cosa per volta
    2) aumentare il senso di efficacia e autostima
    3) ridurre lo stress 
    4) localizzare le attività da mettere in coma alla lista.





    Ora però vi chiedo: secondo voi come organizzerà la tabella di marcia un giovane laureato in cerca di lavoro?
    Quando partecipai anni addietro ad un corso sull'imprenditorialità giovanile, ricordo che il docente disse che cercare lavoro era un lavoro, e bisognava dedicarsi 8 ore al giorno. Nella mia mente in quel momento pensai ad un'agenda compilata così:
    h. 9.00   cercare lavoro
    h. 10.00 cercare lavoro
    h.11.00 cercare lavoro
    h.12.00 cercare lavoro
    h.13.00 cercare lavoro
    h.16.00 cercare lavoro
    h.17.00 cercare lavoro
    h.18.00 cercare lavoro
    h.19.00 cercare lavoro
    h.20.00 cercare lavoro

    Questo è un modo sbagliato di organizzare una giornata. Una persona che legge questa tabella di marcia cade dalle nuvole e resta ferma, come feci io. Il piano di lavoro contiene un'indicazione generica, come potrebbe essere "organizzare una festa" o "cercare una ragazza", o "cucinare una torta": ma dove perdinci c'è scritto come si fa?
    Per me, e può darsi valga solo per me, ciò che scrivo in agenda è un impegno con me stesso, e non mi sono mai tirato indietro  anche se era una "seccatura", anche se pensare di farlo mi metteva addosso ansia. L'averlo scritto nella "to do list", oltre che creare un ordine mentale e focalizzarsi sull'obiettivo, impedisce il pericolosissimo pensiero circolare del "lo faccio domani".

    Detto ciò, avete già abbastanza nozioni per cominciare: organizzatevi con carta e penna, telefonino o pc che sia, stabilite quali sono le cose da fare il giorno dopo,  le priorità, e l'indomani, come vi svegliate, raggiungete i vostri obiettivi!

    E se l'avete fatto, scrivetemelo qui sotto.

    Dr. Delogu

    venerdì 8 aprile 2011

    Seminari gratuiti MIP 2011



    Aggiornamento 27 aprile 2011: Intervista sul MIP di Radio Golfo degli Angeli 

    Bentrovati. Come saprete, dal mese di maggio partono i colloqui e seminari gratuiti proposti dagli psicologi e psicoterapeuti di Cagliari aderenti al MIP, del quale io sono il Referente generale.
    Il MIP è un'iniziativa nazionale finalizzata alla diffusione della psicologia, e vede protagonisti migliaia di psicologi su tutto il territorio nazionale. www.psicologimip.it
    L'iniziativa è proposta da www.psycommunuty.it

    Quindi sotto troverete la lista dei seminari, e i nominativi dei colleghi e colleghe sardi che vi offriranno un primo colloquio gratuito nel mese di maggio. Per info e prenotazioni chiamate i numeri che trovate nella lista sotto.


    Nome relatore: Dott.ssa Dafne Guandalini 
    Tel. 320 4566956
    Sede dei seminari: Centro Medico Asseminese.  Via Sicilia 1/A – 09032, Assemini.
    Titoli dei seminari:
    21/05/2011 Come può aiutarmi uno psicologo a gestire l'ansia?
    22/05/2011 Affrontare e gestire i Traumi della vita 
    28/05/2011 Come gestire lo stress sul lavoro e nella vita quotidiana 
    29/05/2011 Nuove Dipendenze: Internet e Gioco d'azzardo patologico
     
     

    Nome relatore:Dott.ssa  Michela Cherchi 
    Tel. 340 4766104
    Sede dei seminari: Via libeccio 63, Elmas. 
    Titoli dei seminari:
    04/05/2011 Training Autogeno: un cammino verso il benessere psicofisico 



    Nome relatore: Dott. Riccardo Povolo 
    Tel. 340 4918778
    Sede dei seminari: Sala degli affreschi c/o Convento dei cappuccini 
    via Brigata Sassari, Quartu Sant'Elena
    Titoli dei seminari:
    10/05/2011 Consapevolezza del Dipendere



    Nome relatore: Dott. Giovanni Delogu 
    Tel. 347 3095315
    Sede dei seminari: via Bruscu Onnis, 25 - 09123,Cagliari
    Titoli dei seminari:
    7/05/2011 A cosa serve lo psicologo? Dubbi e incertezze.
    8/05/2011 Conoscere se stessi attraverso i sogni 
    14/05/2011 Migliora la tua autostima
    15/05/2011 Depressione: come combatterla e sconfiggerla



    Nome relatore: Dott.ssa Donatella Ghisu 
    Tel. 392 5543431
    Sede dei seminari: Sala degli affreschi c/o Convento dei cappuccini 
    via Brigata Sassari, Quartu Sant'Elena
    Titoli dei seminari:
    20/05/2011 La terapia breve strategica: cos'è e per cosa funziona.
    27/05/2011 Prendersi cura di sé per prendersi cura dei propri figli 
    30/05/2011 I disturbi del comportamento alimentare 


    Colleghi che offrono un primo colloquio gratuito: 

    Dott.ssa Dafne Guandalini Tel. 320 4566956
    Dott. Riccardo Povolo Tel. 3404918778
    Dott.ssa Donatella Ghisu Tel. 392 5543431
    Dott. Giovanni Delogu Tel. 347 3095315
    Dott.ssa  Michela Cherchi Tel. 3404766104
    Dott.ssa Siria Adamo Tel. 3382959511
    Dott.ssa Samuela Garau Tel. 3489069281
    Dott.ssa Cinzia Loche Tel. 3473041518

    Resto a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento.

    Dr. Delogu






    giovedì 7 aprile 2011

    Traumi, ricordi negativi del passato, PTSD: parliamo di psicotraumatologia

    Oggi parleremo di traumi, esperienze traumatiche. Inutile dire che la vita è fatta di piccoli traumi, esperienze che ci hanno insegnato, altre che ci hanno ferito. Ma cosa accade se una persona subisce un trauma troppo importante perchè il tempo guarisca tutto? Per esempio un abbandono, una molestia sessuale, un lutto, o il vedere la morte davvero da vicino?
    Può accadere che la mente si blocchi, come un orologio che si ferma ad una certa ora, e non va più avanti. Allo stesso modo la mente rimane fossilizzata sempre all'evento traumatico, e si può sviluppare un disturbo psicopatologico, chiamato PTSD, ossia post-traumatic stress disorder, in italiano disturbo post-traumatico da stress. Il buon wikipedia fa una disamina precisa dell'argomento http://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_post_traumatico_da_stress

    Quindi, stabilito che un traumatizzato grave ha incubi, flash continui dell'evento traumatico, soffre di ansia e depressione, ed è costantemente in uno stato di tensione mista a senso di irrealtà, come si fa ad aiutarlo? 
    11 settembre, disastri aerei, alluvioni, hanno tutti in comune una terapia, specifica per i traumi: EMDR, che sta per "Eye Movement Desensitization Reprocessing", ossia Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i movimenti oculari. Copio dal sito www.emdritalia.it 
    "Le ricerche condotte su vittime di violenze sessuali, di incidenti, di catastrofi naturali, ecc. indicano che il metodo permette una desensibilizzazione rapida nei confronti dei ricordi traumatici e una ristrutturazione cognitiva che porta a una riduzione significativa dei sintomi del paziente (stress emotivo, pensieri invadenti, ansia, flashbacks, incubi). Infatti, questa nuova forma di psicoterapia è stata rivolta inizialmente al trattamento del Disturbo Post Traumatico da Stress, ma attualmente è un metodo ampiamente utilizzato per il trattamento di varie patologie e disturbi psicologici". 

    Quindi 3 elementi importanti: 1) rapida 2) nuova terapia 3) varie patologie.
    Questo già vi dà un'idea su dove stiamo andando a parare, cioè su una terapia breve altamente efficace, evidence based, cioè validata scientificamente, con percentuali di successo intorno all'80%.
    Posso testimoniare personalmente che anche altri disturbi causati da traumi, sono facilmente risolvibili con questa tecnica, che di fatto rientra di diritto nell'ambito psicoterapico.
    E' una tecnica da provare in corpore vivi, e vedere come nel giro di una manciata di sedute (anche una sola seduta per un solo ricordo) il ricordo si allontana, diventa poco importante, fino a sparire. 

    Vi lascio il link dove potete trovare tutte le informazioni sull'emdr, e la dimostrazione di efficacia. 

    Se avete domande, postate un commento.

    Dr. Delogu


    giovedì 10 marzo 2011

    MINI GUIDA per smettere di fumare.

    Bentornati. 
    Ci sono molti sistemi in circolazione per smettere di fumare, e con questa mini guida li valuteremo insieme per capire come funziona la mente di un fumatore, e in che modo si inserisce il trattamento ipnotico in questo contesto.
    Di solito, le persone che vengono nel mio studio per smettere di fumare, hanno già seguito tutta la trafila dei prodotti più o meno commerciali, che il mercato propone per smettere di fumare. Vediamoli:
    1) sigaretta elettronica;
    2) cerotti/cingomme alla nicotina
    3) libro di Allen Carr "smettere di fumare è facile se sai come farlo". 
    4) bocchino a rilascio di nicotina
    5) orecchino/magnete/agopuntura
    6) fiori di bach, naturopatia, fitoterapia, omeopatia. 
    7) forza di volontà
    8- psicoterapia ipnotica

    Ma funzionano?
    Dipende dalla personalità del fumatore. 
    Un mio ex professore, Prof. Rolando Weilbacher, autore del libro "L’ipnosi nella disassuefazione tabagica - Smettere di fumare con l’ipnosi (di Rolando Weilbacher e Carla Bosisio.Franco Angeli, Collana Le Comete, Milano 2010) afferma che i fumatori sono di due tipi: i fumatori "classici" e quelli la cui dipendenza rientra in un quadro di disturbo del controllo degli impulsi o un quadro di disturbo ossessivo-compulsivo, dove la compulsione è il fumare. Secondo il prof. Weilbacher, questa seconda categoria non riuscirà a smettere con i metodi classici, e difficilmente anche con altri. 
    Il dott. Andrea Pompili, psicologo psicoterapeuta di Roma, specializzato in ipnosi ericksoniana, adotta invece per la seconda categoria di fumatori, quella che lui chiama "teoria del buco", ossia la sigaretta copre un vuoto esistenziale, perciò questi individui da una parte desiderano smettere, dall'altra la sigaretta ha un valore terapeutico, in quando "compensa" l'individuo. Per il dott. Pompili quindi, il fumare rientra per certi individui in una struttura di personalità, come già evidenziato dal prof. Weilbacher. 

    Di solito chi si rivolge a uno psicoterapeuta per smettere di fumare, lo fa o perchè ha sentito parlar bene dell'ipnosi e non ha mai provato a smettere, oppure perchè ha girato le 7 chiese e l'ipnosi rappresenta l'ultima spiaggia. 
    Il fumatore "classico" è colui che, se decide di smettere, ci riesce facilmente con la forza di volontà, leggendo il libro di Allen Carr, o con altri ausili succitati, soffrendo inizialmente, ma riuscendo a bloccare il comportamento con la propria determinazione. Egli cioè smette di fumare, ed è felice così'. In questo caso la volontà di non fumare è ferrea, e qualsiasi mezzo fitoterapico, magnetico, più o meno testato, sarà un valido aiuto per smettere di fumare. Capite bene che, se il fumatore è deciso di smettere, basta poco per aumentare la sua determinazione per vivere senza la schiavitù del fumo, e il libro di Allen Carr in questo aiuta moltissimo.
    Nel caso in cui invece il fumare sia un sintomo inquadrabile in un disturbo psicopatologico, qualsiasi mezzo per smettere di fumare si rivela fallimentare, perchè il fumatore è scisso: da una parte egli desidera ardentemente smettere di fumare, dall'altra desidera ardentemente fumare. E l'impegnarsi a non fumare aumenta la sua ansia che si scarica nel fumare di più (vedi teoria del buco del dott. Pompili). 
    Per intenderci, stiamo parlando di persone disposte a sborsare centinaia di euro da uno psicoterapeuta, per poi dire "come sono uscita dal suo studio, la sera mi sono accesa una sigaretta e mi è venuta la nausea (comando post-ipnotico, ndr.). Poi però dopo un po' ne ho accesa un'altra per vedere se la nausea tornava.
    In pratica queste persone desiderano smettere, ma poi con le loro stesse azioni boicottano la terapia. Infatti quando io chiedo loro "Ma signora, se lei vuole veramente smettere dovrebbe essere felicissima se la sigaretta finalmente le fa schifo. Come mai allora ne accende un'altra per vedere se torna la nausea?" E di solito queste persone cadono dalle nuvole, e mi dicono "dottore, lo so che voglio smettere, ma mi creda, non ho idea del perchè ne ho accesa un'altra".
    Ricordo che una volta chiesi ad una paziente "del gruppo B", che fumava 2 pacchetti al giorno, di mettere da parte, ogni giorno, una sigaretta dal suo pacchetto. Ciò che le chiedevo era semplicissimo: ogni volta che apriva un pacchetto ne doveva metteva una dentro un cassetto. 
    Quando tornò, io le chiesi se aveva fatto come le avevo detto. Lei mi guardò e mi rispose "no". Allora le chiesi come mai, quale era stata la difficoltà. E lei mi rispose: "non lo so... non c'è stata nessuna difficoltà, semplicemente ho continuato a fumarle tutte". Quando le chiesi se voleva ancora smettere di fumare, mi rispose "io sì, ma evidentemente c'è un'altra parte della mente che me lo impedisce". 

    Capite ora in questo contesto quanto sia difficile che sigarette elettroniche, cingomme, libri, magneti, funzionino, perchè l'altra parte della mente di questi fumatori "rema contro", e desidera ardentemente fumare. 
    I fumatori il cui fumare è sintomo di un disturbo ossessivo-compulsivo, hanno delle compulsioni anche in altri campi, come il cibo, il gioco, internet, il sesso. E di solito il fumo è il pretesto per parlare di altri problemi più gravi, come lutti non elaborati o disturbi d'ansia come attacchi di panico o fobie. 

    Ma torniamo ora ai sistemi noti in circolazione, valutandone i pro e i contro. 

    1) sigaretta elettronica;
    Ultima innovazione della tecnologia. Un'imitazione della sigaretta che fa respirare al fumatore vapore acqueo mischiato ad aromi tipo tabacco. Il fumatore la usa per risparmiare sulle sigarette, ma preferisce di gran lunga la sigaretta vera. Ha degli svantaggi non indifferenti: il costo, la sostituzione delle cartucce, il fatto che non tiene testa ad un fumatore che fuma 2 pacchetti al giorno, per cui la resistenza si brucia, e bisogna cambiare continuamente i pezzi, ad un costo non da poco. Inoltre il peso è di 8 gr invece dei 2 della sigaretta, il che significa che non si può tenere tra le labbra e fare altro con le mani, ma va stretta tra i denti tipo sigaro. 
    Sotto il profilo psicologico è un totale disastro: il fumatore continua a fumare una cosa "fatta a forma di sigaretta", ma la testa e il desiderio rimangono gli stessi. L'unico vantaggio è che il fumatore, fumando meno sigarette vere, si avvelena di meno, finchè non si stanca della sigaretta elettronica. Buono a breve termine, un fallimento nel lungo periodo.
    Voto: 3. 

    2) cerotti/cingomme alla nicotina
    Lavorano sull'aspetto organico tossicologico della dipendenza. Le persone che usano i prodotti alla nicotina fumano di meno, e se hanno una determinazione abbastanza forte riescono anche a smettere. Controindicazione: c'è chi si appiccica i cerotti transdermici alla nicotina, mastica le cingomme, e si fuma lo stesso 2 pacchetti al giorno. Costano parecchio, e non sono caramelle. Sotto il profilo psicologico sono un buon incentivo per smettere (appiccicarsi sulla pelle roba velenosa non piace a nessuno). Voto: 5.

    3) libro di Allen Carr "smettere di fumare è facile se sai come farlo". 
    Un libro terapeutico, molto valido e molto ben fatto. Ristruttura completamente la mente del fumatore facendo un lavoro cognitivo efficacissimo. Costa poco, non ha effetti collaterali, è scritto bene ed ha aiutato tanta gente, me compreso. Ma non funziona con i fumatori ossessivi. Voto: 8!

    4) bocchino a rilascio di nicotina (Nicorette Inhaler)
    ll funzionamento è in linea con le cingomme e il cerotto transdermico, quindi lavora sulla dipendenza organica.
    Nelle indicazioni, viene spiegato che ci sono "cartucce da ricaricare", e che lo scopo è di "scalare gradualmente" la nicotina come farebbe un tossico col metadone. Non spiega però cosa scatta nella mente del fumatore, se un amico incontrato per strada gli chiede "posso avere il piacere di offrirti una sigaretta?". Dovendo scegliere, mi convince di più il cerotto: la pelle assorbe roba velenosa, è una seccatura metterselo, ma il principio è completamente diverso dall'aspirare qualcosa che ricorda le sigarette.
    Voto: 3.

    5) orecchino/magnete/agopuntura
    Il magnetismo è una bufala colossale. risale ai tempi del mitico Mesmer, grande ipnotista alla corte di Luigi XVI, che utilizzava i magneti per calamitare il fluido animale. Roba legata all'influenza degli astri. In realtà aveva un carisma straordinario e ipnotizzava le persone, ma all'epoca la parola "ipnosi" non esisteva ancora (venne coniata da James Breid, nei primi del 1800). Il metodo dei magneti di Mesmer venne poi sottoposto ad un esperimento scientifico dagli scienziati dell'epoca (tra cui il grande Lavouisier), e il risultato fu che Mesmer fu cacciato dalla corte e allontanato dalla Francia. Morì in solitudine e disgrazia. Oggi, nel 2011 ritornano i magneti, con la stessa terapia del 1800 di Mesmer, ma senza il carisma di Mesmer. Un grande imbroglio. Naturalmente non è vero che le molecole di ferro del corpo si orientano con le calamite, e l'unico effetto che dà è l'effetto placebo. Se io credo che la calamita mi farà smettere di fumare, allora funzionerà". Almeno non fa male, ma spacciano per scientifico ciò che non lo è. Voto: 1.

    6) fiori di bach, naturopatia, fitoterapia, omeopatia. 
    C'è chi ci crede e c'è chi no. Con i fumatori classici è un possibile aiuto, se non altro per l'effetto placebo, mentre con i fumatori dell'altro tipo, è solo acqua fresca. Come possa il principio attivo di un'erba sconfiggere una dipendenza da nicotina per me rimane un mistero, in ogni caso meglio essere convinti che si è smesso per un infuso di gramigna, piuttosto che restare legati ad un bocchino o un'imitazione della sigaretta. Voto: 5

    7) forza di volontà. Non è un prodotto che si compra in farmacia, nè qualcosa che si legge in un libro. E' indispensabile per smettere di fumare, ma se usata da sola fa danni. Lo svantaggio è che un fumatore che si sforza di non fumare può diventare una persona che si sacrifica per una buona causa, e per questo continua a desiderare la sigaretta. Sono quelle classiche persone che hanno smesso da anni, poi dicono "Dio solo sa quanto desidererei fumare adesso". Cosa c'è di peggio di un cervello da fumatore in un corpo da non fumatore? Voto: 5*

    * Ci sono tante persone che hanno smesso di fumare perchè era già chiaro dentro di loro che fumare significa solo essere schiavi. In questi casi il metodo della forza di volontà ha un valore di 10, soprattutto se unito ad altri aiuti.
    In questo caso, voto: 10! 

    8- psicoterapia ipnotica. Dipende da chi la fa, dipende dal tipo di relazione che si instaura tra terapeuta e paziente, dipende dal livello di suggestionabilità del paziente, e dalle capacità tecniche del terapeuta, ma è una prestazione sanitaria professionale. Le variabili in gioco sono tante, ma se tutte le variabili sono positive, una persona può smettere di fumare in poche sedute, spendendo meno di quanto spenderebbe con le cingomme alla nicotina. In cambio si trova ad aver appreso preziose tecniche di auto-ipnosi e una dozzina di mp3 per la gestione dell'ansia, l'insonnia, e una traccia per prevenire le ricadute. Insomma: una farmacia vivente in un mp3 con la voce del terapeuta. E ha la possibilità di conoscere un professionista che può risolvere anche altri eventuali problemi con tecniche rapide ed efficaci. Non funziona però con i fumatori ossessivi. Voto: 9 

    Come funziona il trattamento ipnotico per smettere di fumare? 
    Dando per scontato che sappiate cos'è l'ipnosi, cos'è lo stato di trance, che l'ipnosi non può nulla contro la volontà del soggetto, cominciamo col dire che in ipnosi si danno delle suggestioni specifiche che hanno lo scopo di rinforzare la motivazione della persona che vuole smettere di fumare. Queste suggestioni sono di tipo positivo (immagine della persona che ha smesso di fumare, ed è ... felice!!!), e di tipo avversativo (immagine della persona che fuma e sta sempre peggio, con nausea e mal di testa sempre più intensi etc.). 
    Si procede quindi con un comando post-ipnotico, in modo che la persona, quando prende in mano una sigaretta abbia delle sensazioni spiacevoli che aiutino a distaccarsene, mentre quando non fuma abbia delle sensazioni piacevoli. L'ipnosi funziona molto bene con gli atleti, cioè persone che vogliono fortemente raggiungere un obiettivo, ma sono ostacolati da ansie e paure di non farcela. Allo stesso modo, la motivazione del fumatore è fondamentale per la riuscita della terapia ipnotica che, in aggiunta rispetto a tutti gli altri metodi sopraelencati, ha il vantaggio di avere il supporto umano e professionale di uno psicoterapeuta. Ciò significa che, al di là dei protocolli, tecniche o altro, il rapporto umano dà forza e nuovo coraggio per smettere di fumare, e cominciare così una nuova vita, un nuovo inizio.

    Saluti a tutti

    Dott. Giovanni Delogu