Ipnosi e psicologia a Cagliari... e non solo.

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mercoledì 22 gennaio 2014

Ipnosi e sindrome del colon irritabile

Ipnosi e sindrome del colon irritabile: un sodalizio importante.

La sindrome del colon irritabile è una patologia prevalentemente femminile che colpisce l’apparato intestinale, alternando periodi di stitichezza a periodi caratterizzati da alvo diarroico, tutto ciò associato a gonfiore e dolori addominali e altri sintomi concomitanti come dispepsia e meteorismo. 
Non esiste al momento un trattamento farmacologico univoco che guarisca dal problema, poiché essendo il colon irritabile una malattia con eziologia multifattoriale, questa deve essere trattata da un insieme di interventi multidisciplinari complementari tra di loro: dieta, farmaci antidiarroici/lassativi, antidepressivi, attività fisica, psicoterapia.
Una delle poche forme di psicoterapia che abbia delle indicazioni per il colon irritabile è la psicoterapia ipnotica, che è stata oggetto di numerose ricerche scientifiche1 che ne hanno validato l’efficacia a livello scientifico.
La percentuale di successo del trattamento con la psicoterapia ipnotica è strettamente legata alla suscettibilità ipnotica del soggetto, che varia da persona a persona anche in base all’età. Ampi studi scientifici hanno dimostrato che le uniche variabili responsabili di un talento ipnotico sono la cosiddetta "imagery involvement", ossia il coinvolgimento immaginativo (la capacità di immaginare, sognare a occhi aperti) e in secondo luogo l'alleanza terapeutica, cioè un buon rapporto di fiducia tra ipnotista e soggetto ipnotizzato. In ogni caso studi longitudinali hanno dimostrato che l'efficacia nella popolazione in termini di remissione del sintomo si aggira tra il 68% e l'85%, a seconda delle ricerche. 
Un noto sito inglese2  raccoglie una sistematic review dei principali trattamenti per l'intestino irritabile. Si può notare come la psicoterapia ipnotica sia in prima linea nei trattamenti psicologici, e come le tecniche di gestione dello stress siano frequentemente nominate, sebbene i commenti degli utenti del sito indichino che ricorrere a una sola strategia sia spesso fallimentare. 
Una ricerca datata 1984 pubblicata su The Lancet , rivista scientifica internazionale leader del settore medico, dimostra la diminuzione fino alla scomparsa dei sintomi mediante il trattamento ipnotico in 12 settimane in un campione di 30 persone3.
Mentre una ricerca recentissima4 (aprile 2013) pubblicata sull’ American Journal of Gastroenterology,  rivista leader del settore, su un campione di 164 pazienti con IBS (irritable bowel syndrom) diagnosticata coi criteri di Roma -III, e 100 pazienti con IBS refrattari ai trattamenti medici, così conclude: 
"GHT with SMT improved physical and psychological well being significantly more than SMT alone". 
GHT =Gut-directed hypnotherapy
SMT = supportive talks with medical treatment 

Ossia: i miglioramenti fisici e psicologici dati dall’ipnoterapia diretta all’intestino (GHT) associata a colloqui di sostegno & trattamento farmacologico (SMT) sono maggiori rispetto ai soli colloqui di sostegno & trattamento farmacologico (GHT). 
Per chiarire: GHT + SMT > SMT.
Questo smentisce l’efficacia della monoterapia nel colon irritabile, in favore di una terapia multimodale e multidisciplinare.

Ciò dimostra che la terapia ipnotica in medicina e in psicoterapia non solo è una realtà riconosciuta ampiamente dalla comunità scientifica internazionale, in particolar modo nel dolore e nelle neuroscienze5 ma che la sua efficacia è ampiamente dimostrata da trials clinici internazionali. 


Dott. Giovanni Delogu
Psicologo Psicoterapeuta
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mail to: g.delogu@me.com 



venerdì 17 gennaio 2014

Appuntamento importante stasera

Cari lettori,

stasera alle ore 22.10 sulle frequenze di Radio Messina International e in streaming su http://www.radiomessinainternational.it/home/ sarò ospite del programma radiofonico "le onde positive" condotto da Salvatore Castorina. Si parlerà di ipnosi regressiva.

Credo che non mancheranno le sorprese, con vari ospiti. La puntata va in onda alle 22.10 e terminerà a mezzanotte.

Ci sentiamo via radio, non mancate.

Dott. Delogu

venerdì 3 gennaio 2014

Perché faccio lo psicoterapeuta?

Ho scelto di fare lo psicoterapeuta per una ragione: aiutare chi sta male.
Nella mia vita ho passato momenti difficili, a livello familiare, fisico e psicologico, momenti che appartengono al passato e che ho superato. So cosa significa stare male, anche fisicamente e tutto quello che comporta, e questo mi consente di sintonizzarmi con la persona che a sua volta sta male e ha bisogno di aiuto: del mio aiuto! Si può riassumere in una parola: empatia.
Purtroppo l'empatia è una cosa rara, sono moltissime le persone che scelgono di fare una professione d'aiuto, qualunque essa sia, e buona parte di esse si pongono in una posizione costante di superiorità, di distacco rispetto a chi sta male, altri in una posizione dove è l'altro ad aiutare noi, e non viceversa.
Riesco a mettermi nei panni della moglie maltrattata e del marito che maltratta, a sentire le loro emozioni e a capire cosa ha spinto ciascuno di loro ad avere un comportamento piuttosto che un altro. Questa per me è la base per il mio lavoro, sul quale costruire la terapia.
Anni di studi, ricerche, sperimentazioni, palestre formidabili dove ho visto centinaia di pazienti, mi hanno permesso oggi di rivedere in un sintomo decine di persone con una storia simile, ma ciascuno con la loro unicità, con loro essere speciali.
Mi sono arrivati dei messaggi inaspettati e molto belli per il nuovo anno, di persone che mi hanno scritto che "si vede che il lavoro che faccio lo svolgo con passione".
Ricordo molti anni fa una psicologa con quale facevo il tirocinio, che mi disse: "capisco l'entusiasmo, però...", in parole povere, "stai al tuo posto". Io non volevo stare al mio posto: avevo voglia di fare, di imparare, di vedere cosa facevano gli altri, incuriosito e affascinato dalle dinamiche di un mondo complesso come l'ospedale, dove la sofferenza interiore viene costantemente ignorata. Così imparai dal modo in cui l'infermiera parlava con i pazienti, dal modo della specializzando, quello del medico, del primario, dalla tirocinante di scienze infermieristiche, e ovunque cercassi trovavo bravi maestri ma anche cattivi maestri.  Qualcuno mi disse "ti passerà col tempo", parlavano di "entusiasmo iniziale", ma son passati 10 anni da allora, molte cose sono cambiate ma non questa.
Sono convinto che possiamo imparare da tutti, e ricevere un arricchimento anche dalle persone più inaspettate.

Sappiate che se avete bisogno di me, mi spaccherò in 4 per aiutarvi.

Dott. Delogu

mercoledì 1 gennaio 2014

Buon 2014

Auguro a tutti i lettori un felice anno nuovo.
Come ho avuto modo di dire più volte, questo sarà l'anno della guarigione. Per cui stringiamoci insieme, facciamo cerchio, e insieme supereremo qualunque ostacolo.

Vi lascio questa foto, scattata stamattina.

A presto.

Dott. Delogu