Ipnosi e psicologia a Cagliari... e non solo.

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martedì 29 marzo 2016

Incontro gruppo di ipnosi

Carissimi,
con piacere, e scusandomi del ritardo, vi confermo che domani, 31/03/2016 dalle ore 16 alle 18 presso la sede della LILA lega italiana per la lotta contro l'AIDS, via Dante, 16 (CA), si terrà a Cagliari l'incontro mensile aperto a tutti del gruppo di ipnosi regressiva.

Vi allego la locandina (cliccateci sopra), nella quale troverete tutti i dettagli.
Per domande aggiuntive, chiamatemi pure.

Dott. Delogu 3473095315

domenica 13 marzo 2016

Ipnosi e bullismo: rapida soluzione, a poche condizioni

Care lettrici e lettori,
nel precedente post ho parlato delle dinamiche di branco del bullismo, indicando a mio avviso la strada verso la quale si può trovare una soluzione rapida ed efficace. Ora parleremo dei mezzi e dispiegherò perché l'ipnosi va considerata un mezzo all'avanguardia rispetto ad altre strategie, pur con dei distinguo:

1) con l'ipnosi è possibile accedere alla parte inconscia della persona, quella istintuale. E' chiaro che se un bullo prende a calci un compagno per puro divertimento, non entra in gioco una componente razionale bensì di puro istinto. Creando un braccio di ferro tra razionalità e inconscio si genera un conflitto che vede l'inconscio, in ultima istanza, vincitore. Un esempio sono gli attacchi di panico. Le persone che ne soffrono sanno benissimo che non c'è motivo di avere ansia a una curva o dentro un ascensore, eppure quell'altra parte della mente prevale sulla logica e fa emergere il sintomo. Questo per dirvi che lavorare solo sul campo razionale non leva il desiderio di prendersela col compagno preso di mira, che verrà invece soddisfatto in modi invisibili e subdoli.

2) Gli adolescenti sono degli ottimi soggetti ipnotici, considerato che il livello di suscettibilità ipnotica decresce con l'età.

3) è necessaria la piena collaborazione della persona. Questo potrebbe (ma non è detto) essere più facile per chi è vittima, ma potrebbe essere molto meno scontato per il bullo, perché il comportamento del bullo è egosintonico, cioè è disfunzionale ma non fa stare male. A differenza della depressione, egositonica, che fa stare malissimo, chi sottomette gli altri sta bene ed è rinforzato dal farlo.
Questo è il motivo per il quale parlo in termini teorici, di fatto un bullo non andrà mai in terapia a meno di minacciarlo di mandarlo in prigione, e in ogni caso una motivazione ricattatoria esterna di questo genere sarebbe un pessimo invio.
Spiegazione per chi non è psicoterapeuta:
buon invio = la persona che è consapevole di avere un problema, vuole superarlo e chiama per un appuntamento.
invio sporco: la madre che segretamente chiama il terapeuta per raccontare i fatti della figlia, senza che quest'ultima ne sia al corrente, e fissa per lei un appuntamento dicendole che la accompagna "dal medico".

Ma poniamo che il bullo o i bulli in questione, fulminati sulla via di Damasco, riconoscano di avere un problema di sadismo e piacere nel sopraffare chi avvertono più debole. Cosa può fare l'ipnosi?
Tecnicamente una possibilità tra le tante è di usare la distorsione temporale per farlo accedere alle tante situazioni nelle quali egli è stato persecutore e metterlo al posto delle vittime.
Il problema dei bulli è che hanno una scarsissima empatia, sono molto concentrati sul loro Io e le loro pulsioni. Costringerli con una tecnica immaginativa a stare in una situazione per loro scomoda nel corpo di una vittima, e vedere coi loro occhi il persecutore che altri non è che la proiezione di se stessi, colma quel gap di empatia. E una volta in classe, rivedendo quel compagno, sapranno già in anticipo cosa prova, perché l'hanno vissuto sulla propria pelle.

Altra via, tra le tante, è quella di usare l'ipnosi regressiva per capire da dove arriva quel bisogno e quel piacere di sottomettere qualcuno. Ciò che potrebbe emergere potrebbe trasformare completamente i pensieri, gli atteggiamenti e il comportamento del bullo, modificando la percezione di sé. Si modifica con una regressione guidata, non importa quanto indietro nel tempo si vada, la radice delle pulsioni, alterandone il corso nel presente.
Un percorso del genere, posto che si abbia a che fare con un buon soggetto ipnotico e la piena consapevolezza di avere un problema e di volerlo superare, può significativamente cambiare una persona.
Pensateci: le esperienze mistiche non cambiano forse le persone? Paolo Brosio non ha forse modificato radicalmente il suo stile di vita e la percezione di sé e del mondo, a seguito di esperienze che hanno modificato le sue credenze di base?

A questo punto mi corre l'obbligo di una precisazione: l'ipnosi di cui parlo io (psicoterapia ipnotica) non ha nulla a che spartire con le esperienze mistiche e le credenze religiose, trattandosi appunto di una forma di psicoterapia. E' interessante notare però che certi percorsi, pur con connotati differenti, seguono strade simili.

Su come trasformare la vittima in guerriero in modo semplice e rapido, ne parleremo alla prossima puntata.

Dott. Delogu

giovedì 10 marzo 2016

Bullismo: impariamo dai Piranha.

Care lettrici e cari lettori,
le dinamiche del bullismo sono state studiate da numerosi psicologi apportando le descrizioni del fenomeno più variegate quanto dettagliate. Nulla da eccepire. Trovo però significativo il fatto che nonostante innumerevoli libri scritti, ancora il fenomeno esista. Un po' perché l'uomo nel brano si trasforma e fa delle cose che da solo non farebbe mai; un po' perché l'istituzione scuola tende sempre a insabbiare ciò che accade al suo interno etichettando certe cose come "ragazzate", e infine perché chi sta fuori dal gruppo classe ha di meglio a cui pensare rispetto a un ragazzino che viene preso in giro o preso a calci dai compagni per divertimento, in particolare se quel ragazzino non è figlio suo.
Insomma, meno se ne parla meglio è, la cosa poco importa e non interessa a nessuno se non a chi ci è passato direttamente o indirettamente.
Le soluzioni che propongono i colleghi psicologi sono perbeniste e politicamente corrette: intervenire sul gruppo classe, coinvolgere gli insegnanti, i genitori, agire sulla comunicazione. Cose che funzionerebbero se il bullo è solo, non particolarmente minaccioso e si riesce ad arginarlo mettendogli una classe contro pronta a fare la spia. Ma che fare se chi agisce è aggressivo e circondato da altri 4 o 5 come lui? Cioè se 1/3 della classe è coesa nella caccia grossa a chi non è ripetente? Ho una soluzione? Sì, e viene dal comportamento dei Piranha.
Avete mai visto la tecnica che adottano i piranha per attaccare la preda?
In questo video  che raccomando solo a chi non soffre nel vedere altri animali soffrire, vedrete un branco di piranha che attacca un ratto. E' molto curiosa la modalità di attacco rispetto a quella dello squalo o della murena che attaccano in modo deciso, diretto e puntato all'obiettivo.
I Piranha prima ignorano la preda, si tengono a distanza e la osservano. Poi iniziano una graduale avanscoperta, durante la quale un esemplare si avvicina bruscamente alla vittima per poi desistere, senza sfiorarla. Sempre un esemplare singolo di piranha tenta un approccio toccando la vittima ma senza morderlo.
Perché fanno questo? Per capire che tipo di difese mette in atto la preda. Se facessero così con un altro pesce aggressivo, questo colpirebbe il singolo esemplare facendo disperdere il branco. Una perdita singola a vantaggio dell'intero gruppo.
Quando appare evidente che la preda è inerme, uno per volta attaccano da direzioni diverse, attaccando e scappano inizialmente, per poi attaccare tutti insieme.
Ebbene le dinamiche nel gruppo classe non differiscono molto. Il bullismo è un fenomeno di auto-regolamentazione del gruppo, un modo per mantenere l'omeostasi, certamente disfunzionale per il singolo. Un Piranha non attaccherebbe uno squalo (a parte che vivono in climi e acque differenti e non potrebbero mai incontrarsi), e si può e si deve  insegnare a un essere umano a difendersi.
Si può non essere d'accordo a rispondere alla violenza con la violenza, ma un comportamento antisociale va e deve essere fermato con una ferma opposizione del singolo prima, delle istituzioni poi, non di certo con le prediche, giochi di ruolo e interventi psicosociali.
Esistono i commenti: parliamone.

Dott. Delogu