Ipnosi e psicologia a Cagliari... e non solo.

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mercoledì 27 luglio 2016

Manuale di istruzioni per scegliere lo psicoterapeuta giusto per voi.

Care lettrici e lettori,
scegliere uno psicologo non è una cosa proprio immediata. Serve un manuale di istruzioni? Eccolo.
Esistono svariati criteri di scelta, alcuni validi altri meno. Vediamoli insieme.

  1. Ricerca su internet. E' facilissimo trovare il primo risultato che capita su internet alla voce psicologo Cagliari - perché basta pagare per avere il proprio nominativo sponsorizzato e messo bene in evidenza da Google. Peccato che non sia predittivo della qualità della prestazione e del risultato terapeutico. Un pessimo psicoterapeuta può investire 1.000€ per essere in cima alle liste dei siti-vetrina e sponsorizzato dai motori di ricerca. Efficacia terapeutica ed efficacia nel marketing non sono la stessa cosa. Se non altro chi usa questo mezzo di sponsorizzazione non può barare sulle proprie credenziali, ma non è detto che chi si sponsorizza bene sia anche bravo. Esistono criteri migliori di scelta. Attendibilità: 3. 
  2. Medico di base. Se non sappiamo chi scegliere una possibilità è di chiedere al proprio medico curante, il quale darà un nominativo. Qui si apre un dibattito non da poco: come fa quel medico a sapere che quel professionista che ha consigliato è bravo? Per sentito dire? Perché l'ha provato sulla sua pelle? Ha avuto dei feedback dai pazienti di questo? Perché è uno simpatico?  O semplicemente gira i pazienti alla sua nipote psicologa? A meno di non chiederlo direttamente, sempre che ci dicano la verità, non lo sapremo mai. Attendibilità 3. 
  3. Amici. Il discorso non cambia molto dal medico di base, l'amica psicologa di un nostro amico può essere una buona amica ma una pessima psicologa. Come può essere invece che una semplice conoscente sia una psicologa stellare, ma non lo sappiamo. Anche in questo caso l'amicizia non è predittiva dell'efficacia della terapia. Attendibilità: 0.
  4. Pazienti o ex pazienti di quel terapeuta. Chi è stato in terapia da uno psicoterapeuta sa come lavora, come ragiona, come affronta i problemi e se li risolve o meno. Come testare nel tempo un ristorante e riscontrare sempre un'alta qualità.  E' pur vero che la cucina giapponese può non piacere a tutti, ma in linea di massima le esperienze dirette sono un must. Attendibilità: 8. 
  5. Vicinanza geografica. So di svariate persone che scelgono il terapeuta "più vicino a casa", senza stare a guardare altri parametri. Perché prendere l'auto è una scocciatura, perché farsi km richiede tempo e benzina, perché prendere i mezzi è scomodo. Quindi si mettono nelle mani -letteralmente- di chi càpita, senza sapere nulla sull'orientamento di psicoterapia, le specializzazioni, le pubblicazioni, e di che pasta è fatto. Naturalmente la predittività della bravura del terapeuta in relazione alla vicinanza geografica è pari a 0. 
  6. Tariffa. Ci sono molte persone che bazzicano nelle vetrine dei siti raccogli-psicologi, che basano la loro scelta unicamente sul prezzo (non essendoci altri paramenti valutabili dal sito). Quindi scrivono una mail e con un copia-incolla la spediscono a 5 psicologi diversi. Quindi fanno un confronto tra i "preventivi" -un giorno un tizio mi scrisse "vorrei un preventivo", e mi sentii un po' meccanico che risponde dall'officina. E va beh.  Chi prende meno, forse, viene scelto. Chi dà la risposta più convincente, forse viene scelto. O forse non viene scelto nessuno perché il problema non è così urgente da mettersi in moto per cercare referenze, schiodarsi da internet e fare una telefonata e investire una certa quantità di soldi. Scegliere uno psicoterapeuta secondo una priorità economica è un'errore da non commettere mai. Affidereste i vostri denti a un dentista basandovi solo sul fatto che ha i prezzi più bassi della città? E se dietro quel prezzo ci fosse inesperienza, materiali di scarsa qualità, e in definitiva un lavoro fatto malamente? Se ci fosse il fatto di cavarsela con le otturazioni facili ma incasinarsi con le cose più complicate? La differenza può essere tra mettere 3 punti per l'estrazione di un molare fatto da un dentista esperto contro 9 punti dal dentista low cost, che si traduce in decorso post-operatorio più lungo, dolori maggiori, rischi di complicanze e, passatemi il tecnicismo, smadonnamenti a bizzeffe per settimane con antibiotici. Affidarsi alla tariffa minore espone al rischio di pagare un prezzo più caro in seguito. Poi chiedetevi: perché mai chi è bravo ed esperto sul serio dovrebbe offrire la propria professionalità alla stessa tariffa di un neo laureato che ha aperto lo studio da 1 mese? La differenza di  prezzo molto spesso significa competenza, bravura, capacità oggettive, e qualità ambientale migliore. Per esempio, per scelta accolgo i miei pazienti in un'ampia stanza col parquet, vista su monte Urpinu, scrivania in vetro temprato ad arco, chaise longue in pelle etc. etc. So di una collega che riceve le persone con le sedie prese dalla cucina, e chi fa accomodare le persone su un divano sporco. E' un dettaglio secondario, ma chi mi ha riferito queste cose, le ha notate (e vi dico per esperienza che difficilmente in uno studio molto trasandato lavorerà un terapeuta preparatissimo che fa miracoli, allo stesso modo in cui uno studio dentistico sporco non sarà mai di un astro nascente dell'odontoiatria). Ad ogni modo, nel caso in cui oggettive difficoltà impedissero di pagare la tariffa del terapeuta esperto, meglio parlarne chiaramente col terapeuta e trovare un compromesso, piuttosto che scegliere il "preventivo" più basso e buttarsi alla cieca. Questo ha a che vedere con la motivazione della terapia? Al 100%. Attendibilità della scelta sulla tariffa: 7, è molto improbabile che chi prende poco sia molto bravo.
  7. Letture di materiale prodotto dal terapeuta. La cosa va da sé, lo scrittore, blogger, youtuber trasferisce nel suo prodotto una parte di sè. E' quasi automatico trasferire il piacere di una lettura alla conversazione dal vivo con lo scrittore. Attendibilità: 9
  8. Risposta del terapeuta per email. E' l'unico criterio (insufficiente) che utilizzano i fruitori dei siti raccogli-psicologi. Se la risposta è convincente, allora (forse) si chiama e si fissa un appuntamento. Perché c'è anche chi chiede un appuntamento per email (...). Conoscete Massimo Gramellini? E' il vicedirettore de "La Stampa", giornalista e scrittore. Ogni giorno scrive un trafiletto in prima pagina intitolato "il Buongiorno", nel quale scrive proprie riflessioni e commenti sull'attualità. Nel sito della stampa è possibile leggere i commenti dei lettori ai suoi articoli. Se un giornalista e scrittore esperto come lui non riesce minimamente a creare un'unanimità di consensi, ma un pluralismo di opinioni contrastanti, come può fare uno psicoterapeuta a scrivere una risposta che sia sempre convincente senza sapere chi ci sia dall'altra parte? Attendibilità della bravura del terapeuta: 4.  
  9. Telefonata al terapeuta. E' il primo impatto, nel quale si capiscono molte cose. Meglio della risposta per mail, ci dà la possibilità di capire se un terapeuta è disponibile, se ha voglia di ascoltarci, se è cordiale o distaccato -cosa per mail non proprio immediata da capire. Attendibilità: 6
  10. Prima seduta dallo psicoterapeuta. E' la cosa più diretta da fare per capire con chi abbiamo a che fare. Non ci troviamo a proprio agio? Si cambia terapeuta. Ricordo un ragazzo che prima di fare una prima seduta con me, la fece con altri 4 colleghi. Tra i 5 scelse me, cosa di cui fui enormemente orgoglioso. In meno di 10 sedute risolse il suo problema. Mi chiedo come sarebbero andate le cose se avesse proseguito la terapia con uno degli altri. Una possibilità è che avrebbe potuto raggiungere lo stesso risultato con strumenti diversi, probabilmente in tempi più lunghi, o non raggiungerlo per niente. Per molti terapeuti il tempo non ha importanza, ma per molte persone metterci 2 mesi o 2 anni fa un'enorme differenza da un punto di vista del bilancio familiare.  Attendibilità: 10.
  11. Orientamento della psicoterapia. La questione è complessa, e ne abbiamo già parlato, Esistono molte forme di psicoterapia, tutte quante affermano di risolvere le stesse cose, per cui capirci qualcosa è un caos. Ciascuna forma di psicoterapia ha i propri limiti (es: nella terapia breve strategica ci sono persone che non seguono il protocollo, nella terapia cognitivo-comportamentale ci sono persone che non riescono a schematizzare la realtà in un abc, nell'ipnosi esistono un 10% di soggetti scarsamente ipnotizzabili, nella terapia familiare ci sono le famiglie che non collaborano, nella terapia cognitiva costruttivista post-razionalista ci sono persone che non riescono a entrare nella complessità del meccanismo troppo cervellotico etc. etc). Per ovviare a questi limiti, la soluzione è di trovare una persona specializzata in diverse forme di psicoterapia, sulla falsariga dei colleghi inglesi, e farsi spiegare come intende risolvere il problema. Se la risposta è chiara e convincente, signori miei, siete a cavallo.  Attendibilità:  7. Ricordate che la bravura di un terapeuta è costituita da un mix di:
  • qualità personali del terapeuta, 
  • perfetta conoscenza dell'orientamento, 
  • esperienza clinica, intuito terapeutico, 
  • capacità di adattare la terapia su misura del paziente. 
Basta che manchi uno solo di questi fattori perché la terapia NON vada a buon fine.
Ho scritto questo post pensando a tutte quelle persone che mi scrivono "Salve, vorrei sapere quanto costano le sedute", senza nemmeno firmarsi .
Spero, anche se ne dubito, che qualcosa cambi nel loro pensare.

Dott. Delogu


martedì 12 luglio 2016

Gruppo di ipnosi 14/07/2016 ore 16:00

Care lettrici e lettori,
desiderate vedere dal vivo una seduta di ipnosi? Vi piacerebbe sperimentarla su di voi al fine conoscitivo o terapeutico? Avete delle domande o curiosità alle quali razionalmente non sapete dare una risposta definitiva? Volete dimagrire, smetter di fumare, superare una fobia o un trauma?
Nell'incontro tematico/esperienziale sull'ipnosi che si terrà dopodomani giovedì 14 luglio 2016 alle ore 16:00 in via Dante, 16 Cagliari, avrete le risposte alle vostre domande, le soluzioni ai vostri problemi, vivrete senza dubbio una serata diversa dal solito nella quale sarà possibile fare delle riflessioni profonde, e delle ricerche dentro voi stessi.
Metterò a vostra disposizione la mia decennale esperienza per raggiungere i vostri obiettivi.
L'incontro prevede una durata di 2h e un costo, veramente alla portata di tutti, di 20€ per partecipante.
Parleremo di tante cose, faremo molta pratica, ma il filo conduttore della serata sarà sempre l'ipnosi.

Chiunque sia interessato è pregato di segnalarmi la sua presenza contattandomi al 3473095315 indicando nome e cognome, o inviandomi una mail

Per ora è tutto, spero accorriate numerosi e appassionati del tema almeno quanto lo sono io.

A presto.

Dott. Delogu

lunedì 4 luglio 2016

Liberare la mente dai pensieri disturbanti

Care lettrici e lettori,
capita a tutti di avere ogni tanto dei pensieri ricorrenti disturbanti, che ci impediscono in certi momenti di concentrarci. Lavoro, salute, affetti, preoccupazioni inerenti i nostri cari. Indipendentemente dall'origine è possibile fare in modo che questi pensieri non si presentino più come prima, o spariscano del tutto. Ma per fare questo bisogna essere agguerriti, con una volontà d'acciaio per combattere il pensiero con le giuste armi. Giusto per intenderci, non è che si combatte il pensiero di cosa sta combinando la figlia adolescente, controllando abusivamente il suo telefonino o il profilo facebook in cerca di prove compromettenti, perché questi comportamenti alimenteranno il pensiero invece che disattivarlo. Perché in presenza o assenza di prove relative al comportamento della figlia, il pensiero continuerà, spingendoci a continuare a cercare altre prove, in un ciclo senza fine. Un'ossessione, in pratica.
Mi capitò tra le mani la lettera di una figlia nella quale vi era descritta l'ossessione della propria madre che non accettava il fatto che lei (ampiamente maggiorenne) scegliesse una dieta vegetariana. La preoccupazione e l'ansia di quella madre raggiunsero livelli tali che arrivò a picchiare la figlia perché si era rifiutata di mangiare la carne che la madre aveva cucinato.
Ora, poniamo che una luce divina avesse illuminato quella sventurata madre dandole la consapevolezza del proprio disagio. Cosa avrebbe potuto fare, costei,  per contrastare i propri pensieri?

1) entrare nell'ottica che i propri pensieri sono sbagliati. Quindi si riconosce che è un bug della nostra mente dal quale non riusciamo a liberarci. Chi pensa che tutti gli uomini o tutte le donne sono in un certo modo ha quel tipo di bug, giusto per intenderci. In assenza di questa consapevolezza, la persona continuerà imperterrita a conseguire l'obiettivo di "evangelizzazione" o controllo dell'altro o del proprio corpo.
2) iniziare a mangiare solo vegetariano. E' un tipo di compito paradossale, che se portato avanti per il tempo necessario, farà cambiare prospettiva verso ciò che ci dà fastidio. Qualcuno in casa spreme il tubetto del dentifricio dal centro e non dalla coda? La cosa ci fa imbestialire? Ottimo. Riconosciamo che è una nostra paranoia inutile che creerà solo tensioni nei rapporti? Bene. Iniziamo da stasera a spremere il dentifricio dal centro, andando contro i nostri principi, finché non smetterà di darci fastidio. Provare per credere.
Quando spiegai questo in un gruppo non terapeutico, tutti risero ma nessuno -ripeto nessuno- andò poi ad applicare la cosa. Siate voi meno ignavi di quelli: rimboccatevi le maniche e agite portate avanti i compiti paradossali. Non farlo significa solo una cosa: che non volete cambiare.
Non bisogna dare tregua ai pensieri, perché questi non avranno mai pietà di noi.
Per la cronaca, oggi per me premere il dentifricio dal centro o dal fondo è identico (ed ero di quelli bacchettoni del partito "solo dalla coda!" e ben stirato). In pratica non me ne frega niente.

3) associare al pensiero una sensazione abbastanza spiacevole. Se ci pensate, la mente funziona per associazioni. Le madeleine di Proust ne sono un esempio, il deja vu né rende ancor più l'idea. La mente associa dati sensoriali ad altre cose, come le emozioni. Ma cosa succede se associamo un pensiero intrusivo a un qualcosa di pazzesco come la puntura di uno spillo? Ve lo dico io: la mente per un discorso di autoconservazione bloccherà l'accesso del pensiero alla parte razionale, per evitare il male peggiore. Unico vincolo: ogni volta che si presenta un pensiero, bisogna immediatamente produrre il comportamento spiacevole (più spiacevole del pensiero, ovvio).
Il mio non è un invito all'autolesionismo, ma un esempio per farvi capire come funziona il meccanismo. In ipnosi è molto facile abbinare pensieri disfunzionali (come andare ad aprire il frigo dopo cena) con un altro pensiero altamente negativo. Funziona, ed è il primo passo per avere il controllo della propria mente.

Per ora è tutto. Direi che avete abbastanza sul quale lavorare per iniziare a governare i vostri pensieri.
Detto ciò, l'unico modo per scacciare un pensiero è l'azione.
Ora tocca a voi.

Dott. Delogu