Ipnosi e psicologia a Cagliari... e non solo.

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mercoledì 28 dicembre 2016

Care lettrici e lettori,
tra 3 giorni si conclude l'anno, e sarà tempo di riflessioni sulle cose fatte e non fatte durante l'anno trascorso, gli obiettivi conseguiti e quelli ancora da raggiungere.
Chi non ha obiettivi da raggiungere è a un punto morto, senza entusiasmo o voglia di fare, e vive per inerzia.
Conoscete persone che vivono per inerzia? Io sì, e credetemi se vi dico che non è un bel vivere.
Uno dei miei personali obiettivi è di perfezionarmi al punto da riuscire ad aiutare il maggior numero di persone possibili, essere in grado di trasmettere fiducia e sicurezza, anche se so che queste caratteristiche devono venire dall'interno, non dall'esterno... ma una spinta iniziale è talvolta necessaria.
Spero che ognuno di voi abbia un obiettivo per il 2017, e se non dovesse averlo, è il caso che se ne procuri uno al più presto. Qualcosa per il quale combattere e sognare. L'uomo senza sogni è un uomo a cui è morta la speranza.
Auguro a tutti voi di essere sereni nell'affrontare la vita e le sfide che questa ci presenta.
Per qualunque cosa ricordatevi sempre che sono a vostra disposizione, anche per una telefonata, una mail. Provare per credere.

Vi abbraccio forte, e ci risentiremo nel 2017.

Dott. Delogu

mercoledì 14 dicembre 2016

Seminario SPECIALE di ipnosi: martedì 20 dicembre 2016, ore 16. Via Dante 16 Cagliari

Carissimi,
per quest’ultimo seminario del 2016 ho in mente un programma speciale, un esperimento di ipnosi di gruppo, mai fatto prima, che ha lo scopo di esplorare le proprie capacità percettive di gruppo che vanno al di là dei 5 sensi. In questo ultimo incontro dell’anno ci sarà inoltre la possibilità di un’esperienza che aprirà molte porte per il 2017. Quindi un incontro diverso, basato sull’esplorazione di territori extra-sensoriali.   
L'incontro si terrà martedì 20 dicembre alle ore 16 in via Dante 16, presso la sede della LILA, lega italiana per la lotta contro l’aids. 
Come sempre, una parte del ricavato verrà devoluto in beneficienza all’associazione che ci ospita.
Vi allego la locandina con tutte le informazioni standard. 
A chi fosse interessato, chiedo di segnalarmi la sua presenza tramite telefonata, o sms/what’sApp, o email affinché possa adibire la sala per il numero di partecipanti. 
Ci saranno delle sorprese, questo è poco ma sicuro. 
Ci vediamo martedì.

















martedì 6 dicembre 2016

Dimagrire: perché è dannatamente complicato?

L'altro giorno sentivo per la strada una signora sui 60 anni che parlava con altre persone dicendo "io faccio una dieta, ma ai dolci non riesco proprio a resistere, è più forte di me". Questi altri, forse vedendo l'età della signora, forse per mancanza di formazione specifica, o più come escamotage per zittirla, minimizzavano la cosa con un "eh va beh, capita... succede... ognuno ha la sua...".
Ebbene signori, quella povera signora riferiva di una attrazione irresistibile verso il dolce, tecnicamente detto craving. Per capirci, il tossico che avverte un richiamo fortissimo per l'eroina (gergalmente "scimmia" o "botta") è la descrizione di cos'è il craving.
Un tipo di attrazione patologica del genere le si può avere per le sostanze da strada,  ma anche per il gioco d'azzardo, internet, i social network.
Ma cosa succede quando questo avviene per il cibo?
Ve lo spiego così: una persona (di sesso femminile nella maggiorate dei casi) segue una dieta, privandosi del piacere del cibo entra in uno stato di tensione. Col passare del tempo questo stato interiore aumenta finché non scatta all'improvviso questa voglia irresistibile di mangiare un determinato alimento (generalmente dolci o carboidrati). Nel momento in cui si cede alla tentazione, le possibilità sono diverse: la persona ne mangia un po' e si ferma, oppure si abbuffa malamente perdendo totalmente il controllo. Il tipo di fame, è importante da capire, non è una fame fisiologica, ma una fame mentale. Solitamente queste persone si abbuffano dopo cena, quando hanno seguito perfettamente la dieta con le giuste calorie e gli alimenti pesati. Un comportamento in totale contraddizione coi propositi razionali.

Ciò che capita dopo è che la persona si sente terribilmente in colpa, sente di aver fatto qualcosa di sbagliato. A quel punto o si tiene il senso di colpa e si rimette a dieta, oppure mette in atto delle terribili condotte di eliminazione che hanno l'unico scopo di eliminare l'eccesso di calorie ingerite. Quindi si provocano il vomito, si ammazzano di attività fisica, talvolta assumono lassativi o diuretici. Quest'ultimo comportamento, caratterizzato da normopeso, abbuffate compulsive e condotte di eliminazione, rientra in una diagnosi di bulimia.
Chiunque invochi la "mancanza di forza di volontà" non ha capito di cosa stiamo parlando. Queste persone possono avere una volontà d'acciaio in ambito lavorativo, ma cedere brutalmente sul fronte alimentare.
Dietro tutto ciò c'è un problema di tipo affettivo che viene riversato sul cibo. Per queste persone mangiare è più piacevole che per altre persone, perché si sentono gratificate a livello affettivo. Questa gratificazione alimentare va a colmare (senza riuscirsi) un vuoto affettivo generato da abbandoni, traumi, omissioni o violenze.
La dimensione culturale gioca ovviamente un ruolo importante nel declinare il disturbo secondo i canoni estetici attuali. Se il nostro canone estetico dominante fosse essere in sovrappeso, la bulimica non avrebbe più motivo di estinguere le abbuffate, che diventerebbero un comportamento positivo e funzionale. Tutto insomma cambierebbe, così come cambiano i disturbi da un secolo all'altro: le isteriche di Freud non esistono più lasciando spazio alle fibromialgiche.
In che modo l'ipnosi  e la psicoterapia ipnotica possono risolvere questo quadro in una terapia breve?
Lavorando sistematicamente su 2 livelli: mettendo in corto-circuito il sistema del piacere dato dalle abbuffate, convertendolo in disgusto. Allo stesso tempo lavorando su quel sistema di ricompensa affettiva, elaborando traumi del passato che hanno messo in atto questo genere di disturbo.
Il dopo consiste in un cambio radicale nella prospettiva del cibo, percezione del proprio corpo, impatto delle relazioni con gli altri. Perché non è pensabile modificare il rapporto col cibo in modo permanente lasciando inalterato tutto il resto.
Il disturbo alimentare rappresenta un sistema disfunzionale in equilibrio, e per modificare questo equilibrio è necessaria grande esperienza, intuito e capacità di adattamento da parte del terapeuta.
Se avete un problema del genere mettetevi nelle mani giuste, è il consiglio migliore che posso darvi.

Dott. Delogu